Page 74 - Rassegna 2025-2 supplemento
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PSiCologiA PoSitivA e BeNeSSeRe PSiCoFiSiCo Nelle FoRze ARmAte




             militare  e agiscono all’interno di  tutte  le principali  interazioni,  sia  quelle  legate
             all’addestramento formale che a quello aggregativo, in quelle formali così come in
             quelle informali. le cerimonie dell’alzabandiera, la commemorazione dei caduti,
             l’uso di un  linguaggio codif cato  e condiviso (dai saluti formali ai  motti delle
             Compagnie), così come la presenza di uniformi e decorazioni, fungono da marca-
             tori simbolici dell’identità collettiva. essi rendono visibile e tangibile il legame con
             la storia, of rendo a ciascun militare la sensazione di essere parte di una struttura
             solida, coerente e duratura. Questa trasmissione di simboli e valori raf orza ciò viene
             def nita “cultura organizzativa di base”, ovvero l’insieme delle convinzioni condivi-
             se che orientano i comportamenti e le relazioni all’interno di un’istituzione. Nel
             caso dell’Arma dei Carabinieri, tali elementi contribuiscono a plasmare una forte
             identità professionale, che va oltre la funzione operativa e investe la dimensione
             etica e valoriale del servizio. tuttavia, perché questa identità si mantenga viva e
             signif cativa, è essenziale che le tradizioni non si riducano a mera ritualità formale.
             Devono essere vissute, comprese e interiorizzate attraverso percorsi formativi, occa-
             sioni di rif essione collettiva e pratiche quotidiane coerenti con i principi proclama-
             ti. in questo senso, nelle caserme si condensano valori, tradizioni e ritualità che con-
             tribuiscono a raf orzare il senso di appartenenza e la percezione della continuità sto-
             rica con la missione istituzionale dell’Arma, andando oltre la semplice idea di strut-
             tura funzionale destinata al lavoro e all’alloggio del personale e rappresentando un
             potente simbolo identitario. tra gli elementi che raf orzano il senso di appartenen-
             za e la coesione tra i militari dell’Arma dei Carabinieri, un ruolo particolare è svolto
             dalla “calotta”, ossia il locale adibito a spazio di ritrovo informale all’interno delle
             scuole di formazione o delle caserme, soprattutto nei reparti d’istruzione. la calotta
             non è solo un luogo f sico, ma rappresenta un microcosmo di socializzazione, ritua-
             lità e trasmissione dei valori non scritti dell’Arma. tradizionalmente, la calotta è
             gestita da un militare designato come “capo calotta”, f gura riconosciuta e rispetta-
             ta, incaricata di mantenere l’ordine simbolico e organizzativo del locale. il capo
             calotta è spesso scelto per anzianità, autorevolezza e capacità di rappresentare lo spi-
             rito del gruppo. Questo ruolo non è uf  cializzato nei regolamenti, ma si fonda su
             consuetudini radicate e condivise tra le generazioni di allievi e militari. la nascita
             della calotta si può ricondurre storicamente ai primi contesti di addestramento
             dell’Arma, in particolare nelle Scuole Allievi, dove si sentiva il bisogno di uno spa-
             zio separato dal rigore delle attività didattiche e militari, dedicato alla vita di gruppo,
             allo scambio informale e alla costruzione della solidarietà tra pari. in questo senso,
             la calotta si conf gura come una “zona franca”, in cui è possibile creare legami, rac-
             contarsi esperienze, elaborare lo stress quotidiano e, non da ultimo, tramandare la
             tradizione orale dell’Arma attraverso aneddoti, motti, canzoni e rituali goliardici.

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