Page 138 - Rassegna 2025-2 supplemento
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PSiCoLoGiA PoSitivA e BeNeSSeRe PSiCofiSiCo NeLLe foRze ARMAte




                  L’obiettivo, secondo Doran, anzitutto deve essere specifico (specif c), quindi
             chiaro, non vago, non deve generare ambiguità o lasciare margini ad interpretazio-
             ni.  tale aspetto risulta  fondamentale per  l’intero processo di pianif cazione  in
             quanto solo avendo chiaro quale sia il traguardo è possibile trovare il miglior per-
             corso per raggiungerlo.
                  in seconda istanza l’obiettivo deve essere poi misurabile (measurable), ovvero
             il suo raggiungimento o mancato raggiungimento deve essere oggettivo, tangibile e
             non frutto di una valutazione soggettiva. Secondo il teorico l’obiettivo deve essere
             anche accessibile rispetto le proprie possibilità (achievable) e, di conseguenza, realiz-
             zabile. ovviamente si rende necessario “fare i conti” con le proprie possibilità nel
             pianif care un obiettivo, un po’ come si fa quando bisogna ef ettuare una spesa:
             bisogna cioè accertarsi di possedere le risorse necessarie. Un obiettivo deve inoltre
             poter esser vissuto come rilevante (relevant): quindi essere importante e sf dante:
             obiettivi troppo semplici rischiano di demotivare, obiettivi troppo dif  cili possono
             diventare frustranti.  inf ne Doran  sottolinea  la  necessarietà  del  f ssare una data
             entro cui raggiungere il proprio f ne (time-bound).
                  Seguendo questo modello, il raggiungimento degli obiettivi pref ssati risulta
             molto più ef  cace in quanto presuppone la presenza di una maggior chiarezza e una
             valutazione ef  cace delle reali possibilità di successo, incrementando così il proprio
             senso di ef  cacia. Che il nostro obiettivo sia semplicemente avere uno stile di vita
             più attivo, migliorare in una data disciplina sportiva o diventare un campione, la
             strada sarà sempre la stessa: anzitutto dobbiamo possedere un obiettivo, poi, un
             metodo e la motivazione a raggiungerlo. Grazie alla metodologia del goal setting che
             ci raccomanda di f ssare obiettivi chiari, specif ci e raggiungibili, oltre a prestare
             attenzione all’elaborazione di strategie per raggiungerli, aggiungiamo un ulteriore”
             tassello” utile al f ne di orientarci ad uno stile di vita sano, attivo e a cercare di man-
             tenerlo nel tempo.
                  Avere una destinazione, ma soprattutto sapere come raggiungerla, può incre-
             mentare la f ducia nelle proprie capacità, grazie alla possibilità di verif ca e monito-
             raggio dei progressi che si stanno ottenendo, raggiungendo così un maggiore senso
             di controllo e percezione di competenza. La celebre af ermazione di Lewin niente è
             più pratico di una buona teoria è un modo appropriato per spiegare il processo del
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             goal setting, una tecnica di pianif cazione degli obiettivi nata per l’ambito della psi-
             cologia del lavoro e delle organizzazioni, poi mutuata dalla psicologia dello sport
             che può essere applicata alla nostra vita di tutti i giorni.


             34  Citato in Wegener R., fritze A., Loebbert M., coaching entwickeln - forschung und praxis im
               Dialog, VS-Verlag für Sozialwissenschaften, Wiesbaden, 2011, p. 47.

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