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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
aumenti in noi il sentimento di cameratismo che unisce l’uno all’altro e tutti ai commilitoni
in armi con i quali abbiamo di comune le stesse finalità che debbono essere perseguite con
animo saldo e proteso verso le alte idealità di questa Patria nostra.
Non vi è traccia di quell’esaltazione di cartapesta tipica del regime. Ademollo si rifà alla
figura del re-soldato della prima Guerra Mondiale, ai valori di patria, patriottismo, spirito
militare, spirito di corpo e cameratismo, ovvero elementi presenti ed esaltati già in riferi-
mento alle vicende risorgimentali e poi a quelle del primo conflitto mondiale. Si torna
dunque ad affermare il legame con il sovrano che i Carabinieri pure sentivano fortemen-
te proprio in virtù di quell’aggettivo Reali così distante dal regio di altri corpi militari.
La circolare concludeva sottolineando l’importanza di garantire il corretto
funzionamento “con la consueta regolarità e con una maggiore attività propagandi-
stica, in perfetto accordo con l’Arma in s.p.e. [servizio permanente effettivo]”,
rimarcando il legame tra coloro i quali indossavano o avevano indossato gli alamari.
Va ricordato che tanti militari dell’Arma in congedo furono in prima linea
per la difesa dei comuni valori di tutela dei cittadini. Vale la pena di ricordare
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un militare tra tutti che l’iconografia della rivolta il capitano Antonio Penna .
Busta recante l'intestazione dell'Associazione Nazionale Carabinieri come imposta nel 1938
(Fonte: Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, Direzione dei Beni Storici e Documentali, AS, fascicolo personale Amedeo Ademollo)
13 Si veda Simona Giarrusso, Napoli insorge!, in Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri, a. III
(2018), n. 4, pp. 26-37 e le considerazioni riportate da chi scrive nel post Le quattro giornate di
Napoli e i Carabinieri apparso nel blog del progetto La Storia dei Carabinieri, all’url https://sto-
riacc.hypotheses.org/174.
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