Page 69 - Numero Speciale 2024
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ASSOCIAZIONE E CARABINIERI IN CONGEDO NELLA ROMA OCCUPATA




                    Nel 1936 nel presentare l’associazione, egli stesso sottolineava che con la
               nomina del commissario straordinario si diede l’avvio ad “una fase di radicale
               riorganizzazione. Tale fase, muovendo dalla rinnovazione dello Statuto, presto si
               estese a tutto il complesso organico del sodalizio, in una fervida opera di poten-
               ziamento e di adeguamento spirituale alla importanza conferita dal Regime alle
               Associazioni d’Arma nel quadro generale dello spirito militare del Paese” .
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                    In  effetti,  già  nel  1935,  il  sodalizio  aveva  assunto  il  nuovo  nome  di
               “Associazione Nazionale del Carabiniere Reale in Congedo” .
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                    Il generale presentava i risultati della sua attività di commissario straordi-
               nario  sottolineando  che,  dalle  275  associazioni  di  partenza,  trasformate  in
               sezioni con il nuovo statuto e ai quasi undicimila soci, la nuova Associazione
               poteva vantare ben 811 sezioni e quasi trentottomila iscritti.
                    Verso la conclusione del suo breve articolo, egli parlò anche dei raduni a
               livello provinciale: “magnifiche giornate quelle dei raduni, per i nostri militari in
               congedo. Essi sono orgogliosi di viverle, perché a contatto dei commilitoni in
               servizio, in perfetta fusione di spiriti e di ideali, sentono di essere ancora parte
               viva di quell’Arma che tutto ha dato e darà sempre pel bene inseparabile del Re
               e della Patria” .
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                    All’inizio del 1938 un censimento svolto all’interno dell’associazione per-
               mette di stabilire che vi risultavano iscritti circa quarantamila soci in congedo,
               mentre altri 2.335 erano in servizio, la cui ammissione a solo titolo morale era
               prevista dallo statuto del 1935 .
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                    Si trattava di una delle tante associazioni perfettamente allineata alla posi-
               zione politica del tempo che però subì una forte pressione che ebbe impatto su
               tutti i fenomeni associativi. Nel 1938, l’anno delle leggi razziali, furono soppres-
               se le associazioni d’arma quali organismi autonomi compresa quella retta da
               Ademollo;  in  sua  vece  fu  costituita  la  “Legione  Carabinieri  Reali  d’Italia”  e
               posta  alle  dipendenze  del  partito  fascista  (foglio  di  disposizioni  del  partito
               nazionale fascista n. 1193-bis datato 21 novembre 1938). Al mutamento della
               situazione politica internazionale il fascismo e Mussolini decisero di garantirsi
               nuove modalità di reclutamento e di richiamo in caso di necessità. In conse-
               guenza di ciò tali associazioni assunsero la denominazione di legioni o reggi-
               menti per garantire rapidamente la mobilitazione.
               7    Gen. Amedeo Ademollo, L’Associazione nazionale del Carabinieri Reale in congedo, in Rivista dei
                    Carabinieri Reali, a. 3 (1936), n. 3, pp. 98-99.
               8    Un nuovo statuto fu approvato con rd 9 aprile 1935, n. 815.
               9    A. Ademollo, L’Associazione cit., p. 99.
               10   Nicolò  Mirenna,  L’Associazione  Nazionale  Carabinieri,  in  Notiziario  Storico  dell’Arma  dei
                    Carabinieri, a. 2 (2017), n. 6), pp. 52-61, p. 56.

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