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ASSOCIAZIONE E CARABINIERI IN CONGEDO NELLA ROMA OCCUPATA
Nel 1936 nel presentare l’associazione, egli stesso sottolineava che con la
nomina del commissario straordinario si diede l’avvio ad “una fase di radicale
riorganizzazione. Tale fase, muovendo dalla rinnovazione dello Statuto, presto si
estese a tutto il complesso organico del sodalizio, in una fervida opera di poten-
ziamento e di adeguamento spirituale alla importanza conferita dal Regime alle
Associazioni d’Arma nel quadro generale dello spirito militare del Paese” .
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In effetti, già nel 1935, il sodalizio aveva assunto il nuovo nome di
“Associazione Nazionale del Carabiniere Reale in Congedo” .
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Il generale presentava i risultati della sua attività di commissario straordi-
nario sottolineando che, dalle 275 associazioni di partenza, trasformate in
sezioni con il nuovo statuto e ai quasi undicimila soci, la nuova Associazione
poteva vantare ben 811 sezioni e quasi trentottomila iscritti.
Verso la conclusione del suo breve articolo, egli parlò anche dei raduni a
livello provinciale: “magnifiche giornate quelle dei raduni, per i nostri militari in
congedo. Essi sono orgogliosi di viverle, perché a contatto dei commilitoni in
servizio, in perfetta fusione di spiriti e di ideali, sentono di essere ancora parte
viva di quell’Arma che tutto ha dato e darà sempre pel bene inseparabile del Re
e della Patria” .
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All’inizio del 1938 un censimento svolto all’interno dell’associazione per-
mette di stabilire che vi risultavano iscritti circa quarantamila soci in congedo,
mentre altri 2.335 erano in servizio, la cui ammissione a solo titolo morale era
prevista dallo statuto del 1935 .
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Si trattava di una delle tante associazioni perfettamente allineata alla posi-
zione politica del tempo che però subì una forte pressione che ebbe impatto su
tutti i fenomeni associativi. Nel 1938, l’anno delle leggi razziali, furono soppres-
se le associazioni d’arma quali organismi autonomi compresa quella retta da
Ademollo; in sua vece fu costituita la “Legione Carabinieri Reali d’Italia” e
posta alle dipendenze del partito fascista (foglio di disposizioni del partito
nazionale fascista n. 1193-bis datato 21 novembre 1938). Al mutamento della
situazione politica internazionale il fascismo e Mussolini decisero di garantirsi
nuove modalità di reclutamento e di richiamo in caso di necessità. In conse-
guenza di ciò tali associazioni assunsero la denominazione di legioni o reggi-
menti per garantire rapidamente la mobilitazione.
7 Gen. Amedeo Ademollo, L’Associazione nazionale del Carabinieri Reale in congedo, in Rivista dei
Carabinieri Reali, a. 3 (1936), n. 3, pp. 98-99.
8 Un nuovo statuto fu approvato con rd 9 aprile 1935, n. 815.
9 A. Ademollo, L’Associazione cit., p. 99.
10 Nicolò Mirenna, L’Associazione Nazionale Carabinieri, in Notiziario Storico dell’Arma dei
Carabinieri, a. 2 (2017), n. 6), pp. 52-61, p. 56.
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