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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
dei sicari dell’estrema destra francese l’uccisione dei fratelli Carlo e Nello Rosselli,
il primo dei quali era uno dei capi dell’antifascismo all’estero, e il più determinato
a rinnovare l’attacco al fascismo proprio a partire dal conflitto spagnolo.
Non è chiaro ancora oggi quanto Roatta e il Sim nel suo complesso siano
stati coinvolti nell’omicidio, che esulando dalle attività militari fu piuttosto da
parte di chi lo organizzò un tentativo di accreditarsi una qualche benemerenza
verso il regime.
Nel 1939 Roatta lasciò il Sim, destinato ad altri incarichi, e dopo il breve
interregno del colonnello Giacomo Carboni, giunse alla sua testa il generale
Cesare Amè. Freddo e indecifrabile, Amè era in molte cose il contrario di
Roatta. Militare fino in fondo non amava mischiarsi ai gerarchi né pensava di
fare carriera accollandosi lavori sporchi per conto del regime. Con lui Talamo
poté far compiere un nuovo passo avanti alla propria unità aumentandone
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effettivi e dotazioni. L’orizzonte, del resto, non era sereno .
3 La guerra dei codici e la Squadra P
Con lo scoppio della guerra e ancor più con l’ingresso dell’Italia nel 1940
il gioco si fece più difficile e pericoloso. Chiuse le ambasciate britannica e fran-
cese, l’attenzione si spostò su quella statunitense.
Gli Usa erano neutrali, ma sostenevano la Gran Bretagna con un massic-
cio flusso di rifornimenti a credito, trasportati oltre l’Atlantico a dispetto dei
tentativi dei sommergibili tedeschi di troncare il traffico. Destinatari dei riforni-
menti erano non solo l’arcipelago britannico ma anche le forze schierate in
Egitto, opposte alle divisioni italiane in Libia. E proprio in Egitto un colonnello
statunitense, Charles Bonner Fellers, risiedeva stabilmente come ufficiale di col-
legamento, comunicando a Washington l’arrivo e l’utilizzo dei materiali da parte
dei britannici.
Tali comunicazioni avvenivano attraverso un cifrario, il cosiddetto Black
Code, ritenuto tanto segreto da non essere cambiato nemmeno al momento
dell’ingresso degli Usa nelle ostilità ne dicembre 1941. Nella sua visita alla amba-
sciata statunitense la Squadra “P” carpì appunto una copia del Black Code, con-
sentendo da allora e per un lungo periodo la cifratura dei messaggi dal Cairo a
Washington, con tutti i dati sul materiale, le unità e le criticità riscontrate. Il
Black Code era in realtà assai meno impenetrabile di quanto creduto, tanto i
2 Sul periodo di Amè al Sim si veda: Bagnoli Gabriele, Cesare Amè e i suoi agenti. L’intelligence ita-
liana nella Seconda Guerra Mondiale, Roma, Idrovolante Edizioni, 2019; Reticenti quanto si può
immaginare ma utili a capire alcuni aspetti dell’uomo e della sua mentalità sono anche le
memorie del capo del Sim pro tempore: Amè Cesare, Guerra segreta in Italia 1940-1943,
Milano, Bietti, 2011.
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