Page 262 - Numero Speciale 2024
P. 262

I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



             dei sicari dell’estrema destra francese l’uccisione dei fratelli Carlo e Nello Rosselli,
             il primo dei quali era uno dei capi dell’antifascismo all’estero, e il più determinato
             a rinnovare l’attacco al fascismo proprio a partire dal conflitto spagnolo.
                  Non è chiaro ancora oggi quanto Roatta e il Sim nel suo complesso siano
             stati coinvolti nell’omicidio, che esulando dalle attività militari fu piuttosto da
             parte di chi lo organizzò un tentativo di accreditarsi una qualche benemerenza
             verso il regime.
                  Nel 1939 Roatta lasciò il Sim, destinato ad altri incarichi, e dopo il breve
             interregno del colonnello Giacomo Carboni, giunse alla sua testa il generale
             Cesare  Amè.  Freddo  e  indecifrabile,  Amè  era  in  molte  cose  il  contrario  di
             Roatta. Militare fino in fondo non amava mischiarsi ai gerarchi né pensava di
             fare carriera accollandosi lavori sporchi per conto del regime. Con lui Talamo
             poté  far  compiere  un  nuovo  passo  avanti  alla  propria  unità  aumentandone
                                                                     2
             effettivi e dotazioni. L’orizzonte, del resto, non era sereno .

             3   La guerra dei codici e la Squadra P
                  Con lo scoppio della guerra e ancor più con l’ingresso dell’Italia nel 1940
             il gioco si fece più difficile e pericoloso. Chiuse le ambasciate britannica e fran-
             cese, l’attenzione si spostò su quella statunitense.
                  Gli Usa erano neutrali, ma sostenevano la Gran Bretagna con un massic-
             cio flusso di rifornimenti a credito, trasportati oltre l’Atlantico a dispetto dei
             tentativi dei sommergibili tedeschi di troncare il traffico. Destinatari dei riforni-
             menti erano non solo l’arcipelago britannico ma anche le forze schierate in
             Egitto, opposte alle divisioni italiane in Libia. E proprio in Egitto un colonnello
             statunitense, Charles Bonner Fellers, risiedeva stabilmente come ufficiale di col-
             legamento, comunicando a Washington l’arrivo e l’utilizzo dei materiali da parte
             dei britannici.
                  Tali comunicazioni avvenivano attraverso un cifrario, il cosiddetto Black
             Code,  ritenuto  tanto  segreto  da  non  essere  cambiato  nemmeno  al  momento
             dell’ingresso degli Usa nelle ostilità ne dicembre 1941. Nella sua visita alla amba-
             sciata statunitense la Squadra “P” carpì appunto una copia del Black Code, con-
             sentendo da allora e per un lungo periodo la cifratura dei messaggi dal Cairo a
             Washington, con tutti i dati sul materiale, le unità e le criticità riscontrate. Il
             Black Code era in realtà assai meno impenetrabile di quanto creduto, tanto i

             2    Sul periodo di Amè al Sim si veda: Bagnoli Gabriele, Cesare Amè e i suoi agenti. L’intelligence ita-
                  liana nella Seconda Guerra Mondiale, Roma, Idrovolante Edizioni, 2019; Reticenti quanto si può
                  immaginare ma utili a capire alcuni aspetti dell’uomo e della sua mentalità sono anche le
                  memorie  del  capo  del  Sim  pro  tempore:  Amè  Cesare,  Guerra  segreta  in  Italia  1940-1943,
                  Milano, Bietti, 2011.

             260
   257   258   259   260   261   262   263   264   265   266   267