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MANFREDI TALAMO, UN MAESTRO DEL CONTROSPIONAGGIO
4 Epilogo
La guerra intanto volgeva al peggio. Perduta l’Africa nel maggio 1943 e
accusato il terribile colpo della Campagna di Russia, l’Italia dovette subire l’in-
vasione del proprio territorio metropolitano nel luglio 1943.
In questa fase l’attività di Talamo si concentrò soprattutto nella attività di
controspionaggio. L’uomo però era troppo intelligente per non capire che il
conflitto era ormai deciso e che all’interno stesso del paese si pensava ormai a
disfarsi di Mussolini per tentare la via della pace separata.
Mai si saprà se ebbe contatti con i colleghi che il 25 luglio 1943 partecipa-
rono all’arresto di Mussolini all’uscita di Villa Savoia. La sostituzione di
Mussolini col maresciallo d’Italia Pietro Badoglio lo vide rimanere al suo posto.
Intanto Amè lasciava la guida del Sim al generale Giacomo Carboni, uomo
di Badoglio. Questi ordinò subito al Sim di spostare l’attenzione sull’alleato
tedesco, la cui attitudine si era fatta ovviamente sospetta e ostile.
Non c’era tuttavia bisogno di grande attenzione per vedere la grande
quantità di reparti tedeschi che nell’estate si riversavano in Italia.
Quali che fossero gli avvertimenti che Talamo trasmise al suo novo capo
e quelli che questi passò a Badoglio, circa l’attività tedesca, certamente il Paese
e l’Esercito giunsero alla vigilia dell’8 settembre del tutto impreparati.
Dopo una breve resistenza, Roma fu occupata dai tedeschi e nell’Italia
centro-settentrionale si installò il governo collaborazionista della Repubblica
Sociale Italiana, con a capo lo stesso Mussolini, nel frattempo liberato dai tede-
schi.
Avendo già intuito da tempo come sarebbe andata a finire, Talamo, nel
frattempo promosso tenente colonnello, aveva già predisposto un piano di
azione. Attraversate le linee in gran fretta e nella confusione generale, raggiunse
Bari, dove il Sim stava ricostituendosi. Avendo trovato una disorganizzazione
peggiore di quella di Roma né ripartì presto, col compito di stabilire i collega-
menti fra il Sud, e quindi i comandi Alleati, e la nascente resistenza militare a
Roma, il Fronte Militare Clandestino comandato dal colonnello Giuseppe
Montezemolo, il cui compito era di stabilire i contatti fra i comandi Alleati e la
resistenza romana e di trasmettere a quest’ultima le istruzioni dei primi e a que-
sti le informazioni raccolte nella Capitale.
Tornato quindi nella capitale, Talamo vi installò una stazione radio clan-
destina, e per il resto si comportò come se non si fosse mai mosso da Roma.
Era però una situazione che non poteva durare.
Il 28 settembre fu convocato al comando della Gestapo di Via Tasso con
il collega Fettarappa Sandri. Alla presenza dell’ora tenente colonnello Kappler
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