Page 199 - Numero Speciale 2024
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LE STRAGI DI PIETRANSIERI E SANT’AGATA. DA «TERRA DI NESSUNO» A «TERRA BRUCIATA»
Dinamiche e condizioni di quel difficile contesto - assai simile a quello che
circa un mese prima aveva fatto da sfondo all’eccidio di Caiazzo, salito alla ribal-
ta a seguito del processo a carico dei responsabili (per questo molto studiato)
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- possono aiutare a capire, ma di certo non vi si può trovare alcun appiglio di
giustificazione. Si è trattato, tragicamente, di un gratuito massacro, un orrendo
crimine compiuto in violazione di ogni diritto internazionale e codice di guerra,
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frutto - per dirla con Klinkhammer” - di una «combinazione mortale» tra cri-
minalità del regime e criminalità individuale.
Nel dopoguerra, sia pure con un certo ritardo, vengono avviate indagini
per individuare e colpire i responsabili. A occuparsene è soprattutto, ma non
solo, la sezione padovana del War Crime Group nella persona del capitano
inglese R. L. Stayer, il quale alla fine produce un onesto rapporto sull’accaduto.
Senza però alcun risultato né da parte della magistratura ordinaria né da parte
di quella militare, né in Italia né in Germania. Con specifico riguardo a
Kesselring, pure chiamato in causa, ma deceduto il 15 luglio 1960, il reato già
in fase istruttoria viene «estinto per morte del reo» .
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E così Pietransieri diventa uno dei tanti casi finiti nell’«armadio della ver-
gogna». A distanza di un paio di mesi da quella di Pietransieri, sull’alto Sangro
si abbatte un’altra esecrabile strage che pure prende nome dalla località in cui
viene compiuta: Sant’Agata, contrada di Gessopalena. E ancora una volta l’at-
taccamento vitale ai propri cari e alle proprie sostanze a far scattare le prime
reazioni di autodifesa antitedesca. Ricorda il ventiduenne partigiano Nicola Di
Luzio: All’inizio sembrava tutto calmo. Si sapeva che i tedeschi prendevano gli
uomini. Ma a settembre-ottobre la situazione restò tranquilla. I tedeschi veniva-
no a chiedere grano, lenzuola e altra roba, e noi glieli davamo. Lo stesso sindaco
diceva: teniamoli calmi questi, tanto stanno per arrivare gli inglesi e presto se ne
dovranno andare.
Poi vennero per i maiali. E lì ci furono delle opposizioni. Perché, veramen-
te, noi siamo un paese alto e se ci togli quel po’ di condimento - non per la
carne, ma per il condimento - non ci resta nulla .
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impunita, Mursia, Milano, 1998. Spunti di riflessione si trovano anche in A. Rossi, Le SS dopo
Marzabotto. La storia della 16 divisione SS Reichsfiirer dopo le stragi dell’autunno 1944, in «Nuova storia
contemporanea», 2012, 5, pp. 65-73.
12 Klinkhammer, Stragi naziste, cit., pp. 43-53.
13 Ibid., p. X. Interessante è la testimonianza dell’allora arciprete di Pietransieri, Eriberto
Ferrara, riportata in F. Catullo, Gli hitleriani e l’agonia di tutto un popolo, Scuola tipografica,
Gavignano, 1955, cit., pp. 208-11.
14 F. Giustolisi, L’Armadio della vergogna, Nutrimenti, Roma, 2004, pp. 137-40.
15 C. Felice, La Resistenza in Abruzzo dalla voce di alcuni protagonisti, in Rivista abruzzese di studi storici
dal fascismo alla resistenza, 1987, 1-2-3, p. 70.
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