Page 195 - Numero Speciale 2024
P. 195
LE STRAGI DI PIETRANSIERI E SANT’AGATA. DA «TERRA DI NESSUNO» A «TERRA BRUCIATA»
come si vedrà, non soltanto l’Abruzzo, ma con la Brigata Maiella appunto, non
a caso la «banda delle bande», anche l’Italia intera, fino alle Alpi. Nelle atroci
dinamiche delle stragi nazifasciste non c’è sostanziale differenza tra quelle con-
sumatesi prima sulla Gustav e quelle consumatesi dopo sulla Gotica, anche se
qui, a seguito delle disposizioni emanate da Kesselring e altri comandanti nella
primavera-estate del 1944 , si registra una loro ulteriore radicalizzazione.
4
Il massacro di massa più orrendo, per taluni aspetti molto simile a quello
di Caiazzo (sul versante tirrenico, forse non a caso, sempre a ridosso del fronte),
in Abruzzo porta il nome di Pietransieri-Limmari, la località di montagna dove
viene perpetrato.
Nella primavera del 1997 Lutz Klinkhammer lo adduceva ad esempio -
diversamente da altri eccidi assurti a «simboli del terrore tedesco» come le Fosse
Ardeatine e Marzabotto - di una pressoché totale rimozione dalla memoria col-
lettiva della nazione .
5
Da allora la ricerca storica non ha compiuto grandi passi in avanti, come
neanche quella dei tribunali e delle autorità giudiziarie (tanto germaniche che
italiane). Utilissimi apporti di conoscenza, compresa una puntale ricognizione
sulle ragioni di una così grave dimenticanza, vengono solo da un volume di
Paolo Paoletti (commissionato e edito dal comune di Roccaraso quand’era sin-
daco Mario Liberatore): una indagine accurata, come scrive il senatore Paolo
Emilio Taviani nella Prefazione, «condotta per oltre due anni con scrupolo e
rigore scientifico». A parte l’ampia documentazione che meritevolmente ci
rende accessibile (fonti scritte e orali), di Paoletti si possono condividere anche
alcuni giudizi di sintesi, in particolare quello secondo cui i crimini nazisti del
secondo conflitto mondiale non furono compiuti soltanto dalle SS o dalle
Waffen-SS, ma anche dalla Wehrmacht, a torto considerata per lungo tempo -
e da una certa storiografia tuttora - quasi vittima della guerra voluta dal Fùhrer:
una guerra combattuta per onore militare ma sostanzialmente subita. Le ricer-
che più accurate, a cominciare proprio da quelle di Klinkhammer su scala euro-
pea che gli studi su Pietransieri confermano, dimostrano che invece non è così.
La Wehrmacht a Pietransieri, come in altri eccidi compiuti in Abruzzo (e
altrove), rivela il suo volto più truce e criminale. Si compie una strage - scrive
Paoletti riassumendo il suo giudizio sul «movente» - non come reazione a caldo per
un attentato, non come rappresaglia per del sangue versato dai soldati germanici,
4 Lutz Klinkhammer, Stragi naziste in Italia: la guerra contro i civili (1943-44), Donzelli, Roma,
1997, cit., pp. 91-103.
5 Ibid., p. 24; Gerhard Schreiber, La vendetta tedesca. 1943-1945: le rappresaglie naziste in Italia,
Mondadori, Milano, 2001, pp. 156-60.
193

