Page 193 - Numero Speciale 2024
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LE STRAGI DI PIETRANSIERI E

                                        SANT’AGATA


                DA «TERRA DI NESSUNO» A «TERRA BRUCIATA»*

                                             Costantino Felice**

                    Il  contributo  a  firma  del  professor  Costantino  Felice  è  tratto  dal  volume  Dalla
               Maiella alle Alpi. Questo estratto racconta alcune stragi accadute in Abruzzo durante l’oc-
               cupazione tedesca.

                    The article signed by professor Costantino Felice has been excerpt by the book Dalla Maiella alle Alpi.
               This part of  the book presents some of  the slaughters happened in Abruzzo during the nazi occupation.

                                               !

                    È nella cosiddetta «terra di nessuno» che le varie tecniche di disumanizza-
               zione nazifasciste - razzie, deportazioni, soprusi, violenze di ogni genere - si appli-
               cano nelle forme più radicali: una fascia di territorio sulla quale né le retroguardie
               della Wehrmacht né le avanguardie dell’esercito alleato hanno il pieno controllo.
                    Quando il fronte rallenta o si ferma del tutto, come nel caso della linea
               Gustav, in quest’area che non appartiene ad alcuno dei contrapposti schiera-
               menti, ora dall’uno ora dall’altro sopraggiungono speciali drappelli di militari in
               perlustrazione, talvolta scontrandosi tra loro in duri combattimenti per il pos-
               sesso di questo o quel fortilizio, un po’ come sulle trincee della prima guerra
               mondiale.
                    Dopo la battaglia del Sangro la terra di nessuno si estende, in lunghezza,
               da Gasoli verso est a Castel di Sangro verso l’interno montano a ovest, con una
               profondità sud-nord mediamente di circa dodici miglia a partire dal corso del
               fiume  fino  alle  svettanti  pareti  della  Maiella.  È  un  paesaggio  estremamente
               mosso e accidentato: ondeggianti e ridenti colline, ma anche ripidi canaloni e
               improvvisi fossati; paesi accentrati sui cocuzzoli e sui fianchi delle alture (poten-
               ziali fortilizi per l’uno o l’altro esercito), ma anche tutt intorno frazioni e caso-
               lari sparsi; larga prevalenza di pascoli e seminativi nudi, ma anche folti boschi e
               terre aride; economie povere di agricoltura e pastorizia, ma anche artigianato

               *    Estratto da Costantino Felice, Dalla Maiella alle Alpi. Guerra e Resistenza in Abruzzo, Donzelli
                    editore, Roma, 2022 , pp. 73-82.
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               **   Già professore di storia economica all’Università D’Annunzio di Pescara, si occupa di eco-
                    nomia e società nel Mezzogiorno, con particolare riguardo all’Abruzzo e al Molise.

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