Page 201 - Numero Speciale 2024
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LE STRAGI DI PIETRANSIERI E SANT’AGATA. DA «TERRA DI NESSUNO» A «TERRA BRUCIATA»




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               nell’«armadio della vergogna» , resta oggi nella località di campagna dov’è stato
               perpetrato  un  modesto  cippo  con  l’elenco  dei  caduti.  Nella  sua  Storia  della
               Brigata «Maiella» Nicola Troilo, all’epoca dei fatti ragazzo quasi quattordicenne,
               ricorda altre analoghe atrocità tedesche in territorio di Torricella .
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                    In una contrada perdono la vita dodici persone con truci modalità di esecu-
               zione; alcuni giovani finiscono sotto una «gara di tiro» tra i soldati; alcune ragazze
               sono uccise dopo essere state violentate; qualche vecchio viene cacciato di casa al
               grido di «vecchio non buono» e fucilato; due bambini risultano massacrati con il
               calcio del fucile mentre stanno portando da mangiare agli animali; un neonato si
               ritrova con la testa massacrata contro una roccia; alcune donne incinte, durante la
               deportazione da Palena a Sulmona, vengono fatte abortire a furia di calci e morire
               dissanguate; una puerpera, avuto il bambino sotto una tormenta di neve, non rie-
               sce a tenerlo in vita e si porta dietro, per chilometri, il cadaverino indurito dal fred-
               do, finché stramazza pure lei sfiancata dalla fatica; una contadina, bloccata con i
               suoi figlioletti in una sperduta masseria nei boschi di Pizzoferrato, deve per due
               mesi nutrirsi solo di erbe. E forse - continua Troilo con amarezza - anche que-
               st’arido e incompleto elenco di nomi sconosciuti, poveri nomi di contadini, ser-
               virà al giudizio della storia: Di Pietrantonio Camilla di anni 70; Di Paolo Maria
               Antonio di anni 75; Campana Giuseppe di anni 60; Nunziato di anni 67; Di
               Marino Camillo di anni 76; Antrilli Ferdinando di anni 79; Giovanni Del Duca di
               anni 71; Pomponio Vincenzo di anni 79; tutti questi vecchi furono mitragliati.
                    Antrilli Pasquale di anni 94, paralitico, fu fatto saltare in aria con la sua
               casa; Di Paolo Tranquillino di anni 88 e la moglie Cianci Concettina di anni 87
               furono seviziati e uccisi nel cimitero di Torricella; Rosina di anni 11; Camillo
               Ficca di anni 4; Coladonato Adriana di anni 3; D’Amico Maria di anni 16 e la
               sorella Teresa di anni 10; Di Paolo Maria di anni 10; Rossi Emilia di anni 15 e
               il fratellino di 6 mesi; i fratelli D’Antonio: Vincenzo di anni 13, Consiglia di anni
               10, Nicola di anni 8; Ficca Angiolina di anni 14; Di Marino Giuseppe di anni
               12 e il fratello Francesco di anni 10; tutti questi bambini furono fucilati, mitra-
               gliati o massacrati col calcio dei fucili.
                    Dalle rovine di Torricella e di Lama sorsero uomini che più nulla poteva
               fermare, perché più nulla temevano, più nulla avevano da perdere.


               18   Quando era prefetto di Milano, appresa la notizia dell’imminente processo a Kesselring, l’av-
                    vocato Troilo denunciò alla Corte militare britannica anche questo crimine affinché venisse
                    addebitato al feldmaresciallo («Corriere della Sera», 15 febbraio 1947).
               19   Troilo, Storia, cit., pp. 76-7. Anche in Atrocities in Italy si riferisce di due «atrocità» a Torricella:
                    un’intera famiglia di cinque persone sterminata per aver prestato aiuto a un americano fug-
                    giasco; un paio di tedeschi che per rappresaglia sull’uccisione di loro commilitoni piazzano
                    la mitragliatrice su una strada e sparano all’impazzata su chiunque vi si trovi a passare.

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