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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  26 ottobre 1943:
                  Istonio - La popolazione di Istonio, spinta dalla fame causata dalle continue requi-
             sizioni di viveri e dai frequenti saccheggi, avendo avuto notizia che un treno carico di generi
             alimentari si trovava in sosta alla stazione, decideva di impossessarsene. Assalito il treno, la
             folla era già riuscita ad impadronirsi di u a buona parte del carico dei vagoni, allorché, da
             parte dei tedeschi, veniva aperto un violento fuoco di mitraglia che decimava spietatamente quei
             disgraziati e li disperdeva.
                  Isernia - I tedeschi si sono raccolti in gran numero nella vallata del Macerone a 4 km
             da Isernia. Essi vengono martellati parecchie volte al giorno dall’aviazione alleata, all’offesa
             della quale rispondono col tiro delle loro contraeree il cui fuoco intenso è visibilissimo dai paesi
             circostanti. Le truppe concentrate nella valle del Macerone, man mano che vengono aumentate
             di numero a causa dell’arrivo dei reparti provenienti da Campobasso, ripiegano in direzione
             di Cassino.
                  Miranda, Carovilli, Castello hanno subito il saccheggio da parte della soldataglia tede-
             sca che ha evacuato da Campobasso. Molti uomini validi sono stati strappati alle loro famiglie
             e fatti partire alla volta dell’Italia settentrionale e, si dice che alcune categorie di lavoratori
             come i meccanici ed i sarti vengono inviate direttamente in Germania.
                  La situazione appariva gravissima, a dir poco, nelle province campane
             attraversate  da  furiosi  scontri  armati,  quasi  casa  per  casa;  quando  vennero
             redatti i primi rapporti, apparve a tutti chiaro che l’isola felice pugliese non
             avrebbe potuto fare testo e che la società italiana non sarebbe più stata la stessa
             perché fatti troppo gravi ed epocali stavano attraversando ogni contrada, ogni
             borgo, ogni paese. Avellino e la sua provincia contavano distruzioni enormi,
             così come Caserta; la popolazione era stremata e alla fame; il caso di Napoli
             (assai  noto  per  dilungarcisi  in  questo  saggio)  e  della  sua  provincia,  infine,
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             drammatico :
                  15 ottobre 1943:
                  Avellino - Il giorno 14 settembre alle ore 10.54 la città di Avellino, dopo tre anni
             di guerra, subì la prima incursione aerea nemica. La popolazione sorpresa nelle strade e
             nelle case ebbe perdite gravissime. Le ondate si susseguirono l’una su l’altra a distanza di
             circa mezzora e continuarono nei giorni seguenti. I danni arrecati alle abitazioni civili
             sono stati ingenti. Numerose sono le case rese inabitabili; le vittime, che si presume ascen-
             dano finora a 500, rimasero in parte abbandonate, per molti giorni, nelle strade per man-
             canza di mezzi di trasporto e di personale essendosi tutta la popolazione allontanata
             atterrita nelle campagne limitrofe dopo le prime cinque ondate, mentre altre giacciono sotto

             16   A titolo indicativo e per la vasta bibliografia ivi contenuta, si veda la serie di volumi di G.
                  Donno, La Liberazione alleata d’Italia 1943-1945, Lecca, Pensa Multimedia, 2020, in particolare
                  i volumi 1. Lo sbarco a Salerno (ottobre 1943) e 2. Da Napoli al Volturno a San Pietro Infine (otto-
                  bre-dicembre 1943).

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