Page 152 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Tutti sono concordi nel dire che, continuando di questo passo, verrà distrutta tutta l’Italia.
                  Secondo indiscrezioni di militari anglo-americani, con i tedeschi combatterebbero anche
             degli italiani.
                  È segnalato l’arrivo di altre due armate alleate.
                  A Campobasso le truppe germaniche hanno depredato tutti i negozi.
                  In Morrone del Sannio (Campobasso), i tedeschi si piazzavano sulla riva sud del
             Biferno da dove incominciarono ad aprire un intenso fuoco di mortai sul paese, senza però che
             questa azione di fuoco avesse una giustificazione bellica, in quanto gli inglesi erano ancora
             lontani dal paese. Esito del bombardamento: 3-4 case crollate, lesionato il campanile della
             chiesa, 2 morti, alcuni feriti. Analoga azione di artiglieria (cannoni da 88 mm) venne effet-
             tuata dai tedeschi sul paese di Ripabottoni; danni: 4 morti e alcune case crollate. […] Gli
             inglesi non vogliono andare a piedi - non vogliono usare la fanteria nella maniera classica, cioè
             appiedata e combattimenti all’arma bianca. A tutto il 25 ottobre continuavano i duelli di
             artiglierie attraverso il Biferno e la zona è fortemente minata.
                  Un  militare  dell’Arma,  facente  parte  della  Legione  Lazio,  rientrato  da  Rieti,  ha
             dichiarato che i fascisti pretendevano che il maggiore e il capitano di quei si togliessero il fregio
             dal berretto e indossassero la camicia nera. Gli ufficiali non aderirono e perciò furono depor-
             tati in Germania. L’indomani a comandare il Gruppo CC.RR. veniva assegnato un seniore
             della Milizia. I sottufficiali ed i 50 carabinieri presenti, durante la notte dopo aver nascoste
             le armi che a loro non occorrevano, si diedero alla montagna. […]
                  Continuano a verificarsi incidenti provocati da militari allenti quali disarmi, piccoli
             furti, violenze e prepotenze che spesso danno luogo a reazione da parte di militari e borghesi.
                  Per concludere, nel giro di breve tempo Bari divenne quindi una sorta di
             “capitale operativa” e Comando effettivo dei carabinieri, fungendo anche da
             riferimento per la graduale risistemazione dell’Arma nell’Italia meridionale. Dal
             suo comando, in effetti, partirono le indicazioni per una efficace ripresa tanto
             della Legione di Catanzaro, in un primo momento, e della importante Legione
             di Napoli, in un secondo momento, e con la stabilizzazione del fronte di guerra
             sulla Gustav. Il lungo periodo dell’inverno 1944 permise comunque la riorga-
             nizzazione  stabile  dei  reparti,  valse  la  conquista  della  fiducia  da  parte  degli
             Alleati e garantì il consolidamento del centrale ruolo dell’Arma per il territorio
             e per le istituzioni del Regno. Al riguardo la Legione di Bari dovette anche pre-
             parare, già in autunno 1943, i seguenti reparti per i comandi dell’Italia liberata:
                  a)Compagnia Recuperi;
                  b)Nuclei per la Capitale;
                  c)Nucleo organizzativo per la Legione Lazio;
                  d)Nucleo organizzativo per la Legione di Roma;
                  e)Nuclei per i territori liberati;

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