Page 153 - Numero Speciale 2024
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LA LEGIONE DEI CARABINIERI REALI DI BARI




                    f) Battaglione Nord. Era forse presente un certo ottimismo, tanto che le 3
               Legioni meridionali (Comando Italia meridionale) vennero avvisate di provve-
               dere, già il 1° dicembre, alla costituzione di reparti dell’Arma da impiegare nella
               Capitale e nelle zone liberate: Presso le Legioni (Bari, Catanzaro e Napoli) dev’essere
               costituito un nucleo di 100 militari al comando di ufficiale subalterno ed inquadrato da due
               marescialli magg., due mar. capi, 4 brigadieri, 4 vicebrigadieri e 6 appuntati. Il reparto - che
               dev’essere approntato con urgenza - è probabile sia impiegato nella Capitale all’atto della sua
               occupazione. Pertanto:
                    a) l’ufficiale dovrà essere provetto e possibilmente pratico della Capitale;
                    b) i sottufficiali saranno scelti fra i meglio classificati ed i più presentati (saranno pre-
               feriti quelli che hanno già prestato servizio a Roma);
                    c) i militari di truppa dovranno essere giovani, alti, effettivi, di ottima condotta, celibi.
                    Sarà preferito l’elemento volontario.
                    Le indicazioni che provenivano infatti dall’Italia occupata lasciavano pre-
               sagire davvero una sorta di “terra bruciata”, dove sarebbe stato necessario rico-
               struire tutto da capo e dove pure ogni parvenza di struttura dell’Arma sembrava
               essere scomparsa. In realtà si trattava di previsioni troppo ottimistiche da un
               lato: il fronte sarebbe crollato solo a metà maggio 1944 e la conquista di Roma
               sarebbe avvenuta sei mesi dopo queste prime indicazioni operative; e troppo
               pessimistiche dall’altro: in molte realtà locali, non ultime la capitale, molti ave-
               vano resistito e la continuità operativa poté avvenire, pur nelle enormi difficoltà
               di  una  guerra  ancora  in  corso,  meglio  del  previsto.  Il  Comando  dell’Arma
               dell’Italia Meridionale, attraverso le disposizioni del suo comandante, il generale
               Giuseppe Pieché, aveva comunque già organizzato per una eventuale situazione
               molto complessa, alle soglie del 1944: Le notizie fin qui pervenute, anche da fonte
               attendibile, fanno prevedere che nel territorio che verrà a mano a mano occupato dalle truppe
               alleate, non si troverà alcuna organizzazione efficiente dell’Arma del CC.RR. Infatti, la
               costituzione  della  guardia  repubblicana  e  la  deportazione  dei  Carabinieri  in  Germania,
               hanno fatto sì che molti nostri militari si siano rifugiati sui monti, unendosi ai patrioti. Forse
               all’atto della liberazione molti di essi saranno recuperati ma non costituiscono elementi di
               pronto impiego per la necessità di vestirli, equipaggiarli, assisterli, selezionarli. È pertanto
               necessario che, fino a questo momento, siano preparati i contingenti utili non solo a fronteg-
               giare le esigenze della Capitale (V/si mio foglio 51/1 Seg. del 29 nov. u.s.) ma a ricostituire
               le stazioni rurali e quelle dei numerosi capoluoghi di ufficiale. Dispongo pertanto che ognuna
               delle legioni di Bari, Napoli, Catanzaro prepari dei nuclei composti da un graduato (al caso
               anche appuntato) e quattro carabinieri ciascuno, scelti - almeno i carabinieri - fra elementi
               celibi ed in parte già pratici del territorio e pronti a muoversi al primo cenno. Questi nuclei,
               per ora, saranno almeno 30 per legione e dovranno essere convenientemente istruiti per un


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