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LA LEGIONE DEI CARABINIERI REALI DI BARI
le macerie non ancora rimosse. Le autorità locali, vista l’impossibilità di permanere nella
città, già completamente evacuata, arretrarono le loro sedi nei comuni viciniori. L’Ecc. il
Prefetto fissò la sua sede in Ospedaletto d’Alpinolo, unitamente al comando dei carabi-
nieri della città.
Le truppe tedesche di transito per Avellino iniziarono, dopo l’incursione del primo gior-
no, il saccheggio delle abitazioni private ed uffici pubblici asportando tutto quanto fu loro pos-
sibile trasportare: quasi tutte le autovetture, comprese quelle dell’Arma, regolarmente auto-
rizzate dal comando tedesco di Avellino, vennero portate via e distrutte; muli, asini, suini ed
animali da cortile in genere, furono rubati. L’Arma tentò di proteggere mulini e depositi vive-
ri, ma tale sua opera fu resa vena dalla popolazione che, pur di depredare, si associava ai
tedeschi saccheggiando insieme ad essi. Non poche stazioni dell’Arma dislocate nei paesi lungo
le vie nazionali vennero occupate dai tedeschi i quali disarmarono i militari asportando dana-
ro e valori. Tuttavia in alcune località fu possibile salvare le armi sotterrandole e consegnan-
dole provvisoriamente a privati.
I feriti gravi delle varie incursioni in Avellino sono curati, nel miglior modo possibile,
nella scuola enologica locale ove si è trasferito l’ospedale civile. La mancanza dei materiali
sanitari, di chirurghi e dei viveri rende difficile la loro cura anche nella provincia, e precisa-
mente nel territorio della compagnia di S. Angelo dei Lombardi e della tenenza di Avellino,
quasi tutte le stazioni sono state disarmate dalle truppe tedesche in ripiegamento.
Nei comuni di Calitri, Bisaccia e Lacedonia le popolazioni, approfittando del caos pro-
vocato dai tedeschi, tentarono di assalire gli edifici pubblici, minacciando di sopprimere le
autorità ed i militari dell’Arma anche dopo l’arrivo delle truppe americane, avvenuto dal 29
settembre al 1 ottobre nel capoluogo e nella provincia. I disordini nei precitati comuni furono
repressi energicamente dai nostri carabinieri, i quali hanno proceduto all’arresto di 52 respon-
sabili in Calitri, 6 in Bisaccia e 15 in Lacedonia, Nel comune di Calitri si sono avuti duran-
te la sommossa 3 morti civili ed il ferimento del podestà e del segretario comunale.
Con l’arrivo e l’irradiamento delle truppe americane nel capoluogo e nel territorio pro-
vinciale i disordini ed i saccheggi sono cessati quasi subito. Le autorità della città e provincia
hanno quindi potuto iniziare il loro lavoro che consente via via la ripresa della vita cittadina
del capoluogo. Con la farina ed i viveri sequestrati dall’Arma e da volenterosi si è potuto ini-
ziare la panificazione e la distribuzione, ridotta, di generi da minestra e grassi.
Avellino si presente in tutti i suoi quartieri seriamente danneggiata e le famiglie rimaste
senza tetto sono molte e solo alcune di esse sono in via di sistemazione nei pochi locali scolastici
rimasti intatti.
Le condizioni della popolazione sono veramente preoccupanti a causa della critica situa-
zione alimentare che tende sempre a peggiorare per la mancanza dei generi di prima necessità:
quali i grassi, i generi da minestra ed il pane, che da un momento all’altro può venire a man-
care per deficienza di farina.
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