Page 144 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Benevento - Dopo l’armistizio, truppe tedesche affluite dai paesi vicini distrussero
             quanto non potevano portar seco. La notte sul 16 settembre, l’Arma represse alcuni atti van-
             dalici. Il 16, violenta incursione di quadrimotori americani, che colpirono in più punti l’abi-
             tato con bombe di grosso calibro e il 19 successivo crollò la caserma dell’Arma. Il 30 settem-
             bre, i tedeschi iniziarono la distruzione sistematica dei ponti, delle opere d’arte, compiendo
             ovunque atti vandalici fino all’arrivo delle prime truppe esploranti alleate, giunte in città il l2
             ottobre. La città è priva di acqua, viveri, luce e va faticosamente riprendendo l’attività civile.
             Le condizioni in cui, però, versa sono disastrose e impressionanti per i cumuli delle rovine (il
             60% delle abitazioni sono crollate e la rimanente percentuale in gran parte lesionate) e per la
             generale desolazione.
                  Molte informazioni recuperate in veste di intelligence dai carabinieri della
             Legione e dal Centro Cs di Bari sembravano anche, per la verità, cogliere nel
             segno circa il futuro immediato della guerra e delle sorti dell’Italia; un interes-
             sante stralcio del notiziario datato 23 ottobre, riferiva, tra l’altro, una prospettiva
             piuttosto esatta, tale da interessare parecchio lo stesso embrione del Comando
             Supremo italiano: Lo spirito anticomunista degli ufficiali inglesi è molto forte e si manifesta
             in modo aperto e senza infingimenti. […] Nei riguardi dell’alleato americano è molto difficile
             scorgere motivi (non ne dovrebbero mancare) di «differents». È piuttosto l’americano che nei
             confronti dell’inglese assume un aspetto polemico, affermando che la sua partecipazione alla
             guerra è andata e andrà molto oltre la fornitura dei materiali.
                  Gli americani sembra lascino intendere che nell’attacco decisivo alla «fortezza continen-
             tale» essi avranno parte assolutamente preponderante in uomini e mezzi, e vantano a tale pro-
             posito i recenti sbarchi nelle isole britanniche. L’apertura del vero fronte europeo (la campagna
             italiana sembra debba assumere una funzione secondaria e marginale tanto che si dice insi-
             stentemente sia destinata ad esaurire il suo obiettivo con l’occupazione di Roma) dovrebbe
             verificarsi non appena l’Armata rossa abbia definitivamente rotto il sistema difensivo tedesco,
             ma ad ogni modo non prima della prossima primavera. Tale limite potrebbe essere anticipato
             se l’avanzata sovietica minacciasse di provocare il crollo della Germania. Questa questione di
             tempo sembra abbia una importanza grandissima, per le conseguenze che potrebbe avere al
             tavolo della pace e di essa gli inglesi, e più gli americani, fanno gran caso.
                  Nei riguardi della Monarchia italiana, gli inglesi si mostrano molto riservati.
                  Prossimamente tutte le truppe di stanza a Tarento, facenti parte dell’8ª Armata inglese
             e della 5ª Armata americana, lasceranno quella piazzaforte marittima, che sarà presidiata
             solamente da contingenti della 4ª Armata americana, in arrivo, che avrà il compito della siste-
             mazione politico-amministrativa del paese occupato.
                  Dall’Arma di Bari sono stati effettuati e sono ancora in corso di esecuzione, rigorosi
             servizi di rastrellamento che hanno portato alla raccolta di ben 721militari delle diverse spe-
             cialità, armi, corpi e servizi, avviati ai locali Comandi di tappa n. 8 e n. 9.

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