Page 139 - Numero Speciale 2024
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LA LEGIONE DEI CARABINIERI REALI DI BARI




               erano stati catturati dai tedeschi per aver opposto loro resistenza al porto di Napoli, condotti ad
               Aversa furono costretti a scavare una fossa, sul limitare della quale vennero uccisi a colpi di
               pistola. Altro teste asserisce che a Nola un gruppo di ufficiali del 48º Reggimento di artiglieria
               sarebbe stato fucilato dopo aver subito i più volgari insulti, per aver tentato di opporre resistenza
               all’imposizione tedesca di cedere le armi. Il vescovo del paese che, a conoscenza della prossima
               fine degli ufficiali, si è rappresentato implorando per essi la grazia, sarebbe stato allontanato a
               viva forza e non gli sarebbe stato neppure permesso di adempiere al suo ufficio nei confronti dei
               morituri.
                    Non dissimile sembrava anche quanto accaduto in altre realtà, come per
               esempio, segnalavano le informazioni provenienti da Campobasso e dall’intero
               Molise;  di  seguito  una  fedele  ricostruzione  degli  avvenimenti  che  sembra
               immortalare - quasi come in una fotografia - una realtà impossibile da immagi-
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               nare . Le notizie che seguono rivestono un ruolo assai rilevante, perché esse
               descrivono fatti accaduti e in via di accadimento proprio sulla linea del fronte,
               a ridosso cioè di quella Linea Gustav che avrebbe tagliato in due l’Italia per oltre
               otto mesi. La documentazione inedita di seguito riprodotta rappresenta effetti-
               vamente la prima conoscenza da parte del governo italiano di quel che stava
               accadendo in seguito alle conseguenze nefaste scaturite da una gestione dell’ar-
               mistizio assolutamente colpevole:
                    19 ottobre 1943:
                    Relazione del Gruppo [dei R. Carabinieri] di Campobasso pervenuta questa sera.
                    La notizia relativa alla conclusione dell’armistizio, nonostante le dure condizioni imposte fu,
               la sera dell’8 settembre scorso, accolta con manifestazioni che diedero subito netta la sensazione che
               il popolo era stanco della guerra e che, in particolare, non intendeva continuarla a fianco dei tedeschi.
                    Il 10 settembre le arterie principali della provincia furono invase da truppe germaniche
               che subito manifestarono chiaramente il loro sdegno ed i più feroci propositi anche contro le
               popolazioni civili. Lo stesso giorno 10, l’11, il 12 ed il 16 successivo Isernia fu bombardata
               in modo assai violento e quasi distrutta da aerei anglo-americani che miravano a colpire
               quell’importante ponte. Fra la popolazione civile e tra i militari del nucleo anti-paracadutisti
               ivi di stanza, si ebbero numerose vittime (oltre un migliaio) di cui solo 200 circa furono sep-
               pellite mentre le altre si trovano tuttora sotto le macerie.
                    Dei militari dell’Arma solo il capitano Fato Luigi e due carabinieri riportarono lievi
               ferite. La caserma, colpita duramente, fu evacuata il 17 successivo e gli ufficiali o militari
               dipendenti, allo scopo di provvedere al necessario servizio di Ps e di assistenza ai colpiti, si
               spostarono prima nelle campagne adiacenti e poi il comando di compagnia a Longano (km
               12 da Isernia) quello della tendenza a Forlì del Sannio (km 20) e quello della stazione in

               15   Cfr. L’Italia spezzata. Guerra e Linea Gustav in Molise (a cura di G. Cerchia e G. Pardini), Napoli,
                    Esi, 2008.

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