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LA LEGIONE DEI CARABINIERI REALI DI BARI




               alle necessità economiche di ogni paese, per favorire le correnti antifasciste e antiasse in genere.
               Il fatto che l’Amgot sia stato, invece, istituito soltanto nel capoluogo di provincia e solo in
               qualche comune più importante, ha lasciato una certa delusione.
                    In vari paesi, dopo la liberazione di Mussolini, tra qualche elemento fascista più acceso,
               era affiorata la velleità della ricostituzione del fascio; tale notizia ha inviperita la popolazione
               che si è abbandonata a manifestazioni ostili contro i vecchi rappresentati del fascio, esternan-
               do, per contrapposto, il proposito di dar vita ad enti politici antifascisti. Il comando inglese ha
               incaricato l’Arma di prevenire e reprimere ogni specie di attività o manifestazione di natura
               politica. Il 12 corrente il comando inglese ha disposto che i soli carabinieri cambino la sigla
               CP al bracciale con la parola «police», che detto bracciale non deve essere portato dai carabi-
               nieri in servizio col cappello e che tutti i carabinieri sono autorizzati a portare anche la pisto-
               la.
                    21 ottobre 1943:
                    Potenza - Con riferimento a quanto è stato riferito circa l’azione dell’Arma nella
               provincia di Potenza, si ritiene necessario rappresentare: la provincia trovasi in pieno regi-
               me d’occupazione in quanto l’Amgot provinciale (Governo militare alleato del Territorio
               occupato) composto di un ufficiale superiore, di un capitano della giustizia militare, di un
               tenente addetto alla polizia, di due tenenti addetti all’alimentazione, di un tenente addetto
               alle finanze, di un ufficiale medico addetto alla parte sanitaria e di un capitano che regge
               l’Amgot comunale, esercita la sua azione direttiva e di controllo in tutti i campi. A comin-
               ciare pertanto da S.E. il Prefetto, tutte le autorità italiane debbono agire nell’orbita trac-
               ciata dal capo dell’Amgot, cui debbono far capo, sottoponendo per l’approvazione o meno,
               i propri provvedimenti e le proprie decisioni.
                    Analogamente anche l’Arma è a disposizione dell’Amgot, e non può agire se non
               prima di avere ottenuto l’approvazione per la sua azione, sia preventiva che repressiva. Lo
               stesso Prefetto è posto in condizione di non poter diramare direttive e disposizioni delle auto-
               rità italiane per divieto fatto dal capo dell’Amgot provinciale. […] L’autorità occupante
               intende che siano affissi soltanto i propri proclami che non sono sempre perfettamente intonati
               alle direttive delle autorità italiane.

               3.  L’unico Centro di Controspionaggio ancora operativo
                    Un ulteriore aspetto da sottolineare è relativo al fatto che a Bari continuava
               a funzionare a pieno regime - senza aver mai incontrato alcuna interruzione - il
               Centro di Controspionaggio dello Stato Maggiore esercito, nel quale continua-
               vano a esplicare la loro attività appartenenti all’Arma. Il Centro CS svolse una
               febbrile attività, in quei mesi, perché - di fatto - era l’unico organo operativo in
               grado di raccogliere le informazioni dalle dirette testimonianze di molti sban-
               dati, profughi, militari e appartenenti alle varie forze armate che, provenendo


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