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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



             commi minori, esercitando continue pressioni per la messa in disparte di coloro che, pur
             essendo degno persone, hanno appartenuto (per ovvie ragioni) al disciolto Partito fascista.
             Spesso gli uomini da costoro patrocinati per i posti di comando sono pregiudicati in linea
             morale e politica e rappresentano correnti di idee sovversive o comunque antipatriottiche.
             L’inconveniente  è  maggiormente  sentito  nei  piccoli  comuni,  dove  gli  elementi,  di  cui  può
             disporre il Fronte Nazionale, sono moralmente di modesta levatura e conseguentemente di
             minore coscienza.
                  Da indagini esperite dalla R. Questura di Bari circa la recente diffusione del giornale
             sovversivo «Italia libera», si è accertato che il predetto veniva clandestinamente stampato in
             Trani dal tipografo Francesco Fratarota e compilato in collaborazione dall’ingegner Vincenzo
             Calsce e dall’avvocato Riccardo Pastina. I tre centri di riordinamento dell’esercito italiano, con
             una forza media di circa 40 mila uomini di truppe e migliaia di ufficiali incidono notevol-
             mente sulle esigue risorse alimentari della popolazione. L’ordine pubblico per il momento è
             normale.
                  25 ottobre 1943:
                  Campobasso - Il 14 corrente, dopo l’ingresso delle truppe anglo-americane, si costituì
             improvvisamente in questa città un Comitato di azione antitedesca. Una ventina di persone,
             tutte di idee contrarie al fascismo, in parte armate di moschetto o di pistola, incominciarono
             a dare la caccia ai fascisti più in vista e, il 14 e 15 ne arrestarono 28. Li consegnarono alla
             locale R. Questura la quale a sua volta passò i detenuti a disposizione della polizia politica
             inglese che sta svolgendo gli accertamenti del caso. I componenti più in vista del Comitato pre-
             detto, fra i quali vi sono molti che odiano la locale Questura i cui funzionari hanno, in pas-
             sato, adottati e provocati a loro carico provvedimenti di rigore, si sono messi in contatto con
             la predetta polizia alla quale hanno, è da ritenere, riferito ampiamente in merito a fatti e cir-
             costanze relative alla situazione locale. Sono stati così fermati anche l’ex federale dott. Saggese
             Salvatore, il dott. Trotta Francesco, giudice istruttore presso il locale tribunale ed altri fascisti
             in vista. Nel pomeriggio del 18 corrente il colonnello Narducci Giuseppe, già comandante del
             presidio e del Distretto militare (il quale, per l’incalzare degli eventi si era allontanato durante
             la seconda decade di settembre ed era rientrato in sede il 15 ottobre), fu interrogato dalla poli-
             zia inglese, il cui dirigente, dopo avergli fatto presente che gli era elemento sospetto e non di
             sua fiducia, gli ordinò di astenersi dallo svolgere ogni attività e di tenersi a sua disposizione.
             Nel pomeriggio del 20 successivo, il predetto ufficiale fu dalla stessa polizia arrestato e rin-
             chiuso nelle locali carceri giudiziarie.
                  Alle ore 18 del 21 corrente furono invitati a presentarsi nel ripetuto ufficio di polizia
             il questore comm. Rovella Francesco e tutti i di lui funzionari (6 in tutto), i quali furono
             anch’essi dichiarati in arresto perché, a quanto à stato possibile sapere, accusati di essere trop-
             po fascisti e sospetti di aver favorito i tedeschi. In merito mi consta che durante l’infausto perio-
             do di occupazione germanica i militari tedeschi si sono quasi sempre rivolti alla Questura per

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