Page 111 - Numero Speciale 2024
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ROMA 1944. I CARABINIERI REALI CONTRO LE FORMAZIONI CLANDESTINE FASCISTE
L’arresto dei soggetti e i loro interrogatori portarono anche alcune infor-
mazioni da verificare. Anche se non è perfettamente spiegato, a partire dall’ar-
resto appare nel racconto di Memeo il nome Tony, sottoposto ad interrogatori
e sulle cui dichiarazioni si cercano conferme. I giorni successivi, almeno sino al
28 febbraio, sono un susseguirsi di riunioni, pedinamenti e raccolta di nomi e
indirizzi.
L’attività di infiltrazione di Memeo, unita alle informazioni che mano
mano si andavano raccogliendo, avevano evidenziato la sussistenza di un soda-
lizio in fase di rafforzamento. La ricerca di finanziamenti importanti, i contatti,
quantomeno millantati, con esponenti della Chiesa e delle Forze Armate
mostravano un’attività quantomeno da tenere d’occhio. Una decina di giovani
legati al gruppo, inoltre, venne arrestato in seguito al tentativo di sabotare un
oleodotto che passava nei pressi dell’Aeroporto del Littorio (oggi Roma-Urbe)
a Nord della Capitale ancorchè, verosimilmente, l’atto di sabotaggio non sareb-
be stato compiuto per conto del gruppo ma autonomamente da soggetti ad
esso vicini .
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A questo punto, prima di giungere alla descrizione della fine del gruppo
Onore, appare necessario soffermarsi sugli intendimenti (specialmente Alleati)
e sulle attività da compiersi verso gli appartenenti al gruppo; è interessante
notare lo sviluppo che, nel giro di pochi giorni, porterà alle decisioni finali.
Questo perché, si preferisce anticipare, l’operazione che porterà allo smantella-
mento di parte del gruppo sollevò diversi interrogativi tanto da far scrivere che
l’operazione dei Carabinieri sarebbe stata compiuta per rivalutare il prestigio
dell’Arma agli occhi della popolazione dopo la fuga, avvenuta il 4 marzo, del
generale Roatta .
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Tale versione, portata avanti da Conti si basa però quasi esclusivamente
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su un documento elaborato dalla Questura di Roma un anno dopo i fatti che
esplicitamente scriveva che: fu stabilito per ovvi motivi politici di affidare lo svolgimento
delle operazioni di arresto e interrogatorio ai carabinieri di Roma.
In realtà, come si evince da quanto segue, la decisione fu dell’Alto coman-
do alleato, non gradita a livello locale dall’intelligence.
85 ACS, ACC, f. Case of Cortellessa and others (attempted sabotage of petrol pipe line by fascist
youths) March-May 1945, Attempted sabotage of petrol pipe line by fascist youths, 25 aprile 1945.
86 Per la quale si possono vedere, tra gli altri, U. Zatterin, Al Viminale con il morto, Baldini &
Castoldi, Milano, 1996, p. 61 e l’ormai antiquato F. Borsato, La leggendaria fuga del Generale
Roatta, Roma, Siracusa, Corso Editore, 1965.
87 G. Conti, op. cit. p. 1009.
88 ACS, Ministero dell’Interno - Gabinetto, 1944 - 1946, b. 196 f. 21348, 10 maggio 1946, alle-
gato senza intestazione - ma riconducibile alla Questura di Roma - del 4 maggio 1946.
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