Page 109 - Numero Speciale 2024
P. 109
ROMA 1944. I CARABINIERI REALI CONTRO LE FORMAZIONI CLANDESTINE FASCISTE
Da come emerge dalla carte d’archivio a scoprire gli autori dell’omicidio
furono gli agenti del C.I.C. che stavano indagando su una cellula legata al fasci-
smo clandestino, senza sapere che, in realtà, si trattava di soggetti legati al grup-
po Onore. Ecco quindi che tale capitano Harris, appartenente alla 97 F.S.S.
a
inglese, il 15 gennaio 1945 aveva inviato al C.I.C. un report frutto di una sua
conversazione con l’Agente Murphy del C.I.C. nel quale aveva riassunto le
77
informazioni ottenute con un proprio informatore, tale Giuliano Del Buono.
Quest’ultimo, uno studente romano, si era avvicinato ad un gruppo di giovani
che, almeno inizialmente, sembrava intenzionato ad effettuare atti di sabotaggio
contro depositi di carburante degli Alleati a Roma. Questa formazione aveva
raccolto una trentina di mine tedesche da un nascondiglio sito nei pressi di un
monastero a Marino, portandole a Roma. Laconicamente il capitano Harris, alla
fine del suo report, riporta che uno dei ragazzi del gruppo, tale “Toni” (in realtà
poi Antonio Gonizzi) era stato, qualche tempo prima l’autista del tenente
colonnello Snowden, Comandante del 426 distaccamento del C.I.C. di Roma
°
ossia…uno dei responsabili dell’intelligence alleata a Roma! Fu probabilmente
anche per questo, e per la brutta figura che si stava rischiando, che le indagini
nei confronti di Gonizzi furono molto approfondite. Sfruttando la presenza di
Del Buono, che fu completamente infiltrato nel gruppo (probabilmente una
delle cellule di “Onore”), l’intelligence alleata venne a scoprire sia l’identità dei
membri della cellula stessa, sia gli obiettivi (raccolta di armi e munizioni, indi-
viduazione di una tipografia per stampare materiale propagandistico, diffusione
di questo materiale e rafforzamento numerico del gruppo) e sia le attività cri-
minali già compiute. Venne così fuori che Gonizzi, Spallazzi, Adani e Alisi ave-
vano rubato un’autovettura a Roma, recandosi a Firenze per fare propaganda
(o, più prosaicamente, per rivendere l’autovettura rubata) .
78
Fu in quel lasso temporale che, fermatisi a Siena nel viaggio di ritorno,
avrebbero rapinato il Prof. Salto dell’auto, del portafoglio, di un orologio e di
un anello (tranne Alisi che era già tornato a Roma). I tre “superstiti”, unitamen-
te a tale Aldo Florio, si sarebbero recati a Castellammare per la rivendita dei
79
beni del professore ucciso .
Nei giorni successivi, tornati a Roma, i membri del gruppo avrebbero cer-
cato di acquistare una macchina stampatrice e di distribuire dei volantini. Nel
mentre, rubarono un’altra autovettura.
77 TNA, WO 18777 Subversive group planning sabotage in this area. Final Report 2 marzo
1945, Exhibit “A”.
78 Secondo l’Agente alleato, lo scopo finale sarebbe stato quello di prendere contatti con ana-
loghe organizzazioni clandestine di Firenze.
79 L’Agente alleato, anche in questo caso, ipotizza dei contatti con altri fascisti clandestini.
107

