Page 112 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Così  infatti,  ricostruendo,  il  Maggiore  Valenti,  Comandante  dell’808
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             Battaglione C.S. in un rapporto allo S.C.I. scriveva : It is therefore considered necessary to
             continue the investigations through our informers without carrying out any arrests for the moment,
             also in consideration of  the fact that this organization is not at present a threat to security.
                  E così in uno dei primi rapporti del C.I.C. datato 22 febbraio 1945, i tre
             Agenti che condussero l’indagine , scrissero: le implicazioni in questa indagine sono
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             serie e gravi, tanto più che i capi di cui si è parlato e coloro che appoggiano il movimento sono
             conservatori, fascisti ostinati, che non cesseranno mai di tendere a quel fascismo che dette loro
             ricchezza e posti di comando. Attualmente il Movimento è ancora nella sua fase di formazio-
             ne ma, con la pubblicazione del loro giornale, l’organizzazione si trova adesso in una posi-
             zione di rapido sviluppo. […] Si fa rilevare che questo gruppo non mira a creare pubblici
             disordini mentre gli Alleati sono a Roma. Ad ogni modo, questo gruppo spera infine di anda-
             re al potere attraverso l’insuccesso finale dell’attuale governo italiano. […] Questi agenti riten-
             go [sic!] che i capi di questo gruppo sono stati accertati e che l’arresto e l’internamento di questi
             ex Fascisti disperderà questo movimento. Ad ogni modo si raccomanda che questa indagine
             continui e che non vengono effettuati arresti finché: (1) non venga definitivamente identificato
             il tipografo; (2) non venga chiarita la situazione circa le relazioni col nemico allo scopo di
             determinare definitivamente tutti i mezzi di contatto e, (3) non vengano identificati altri
             capi .
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                  Già pochi giorni dopo, nel rapporto provvisorio cumulativo delle infor-
             mazioni delle varie agenzie di intelligence , l’idea è leggermente diversa: è opinione
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             di questi agenti che il Gruppo, come indicato, può diventare uno strumento pericoloso che può
             causare dei seri danni agli interessi della sicurezza degli alleati. Si pensa inoltre che, se ver-
             ranno effettuati degli arresti, l’attuale pericolo può essere efficacemente eliminato. […] Si
             pensa tuttavia che per adesso sarebbe consigliabile isolare un appartenente al gruppo di modo
             che potesse essere sottoposto ad un interrogatorio dettagliato allo scopo di fornire informazioni
             su fatti che possano dar consistenza a quello che, per ora, è un caso molto circostanziato.
                  È possibile che l’accenno all’interrogatorio di un appartenente al gruppo
             sia un riferimento agli interrogatori che in realtà aveva già subito il giovane
             Gonizzi, autore dell’omicidio del Prof. Salto. Ma si tratta solo di una nostra sup-
             posizione. Se, quindi, l’intendimento degli agenti alleati presenti su Roma era
             quello di attendere ancora, di diverso avviso si rivelò essere il comandante allea-
             to di Roma, generale Thoburn K. Brown che, nel riassumere quanto raccolto
             89   AUSSME, SIM, b. 316, f. 1-18-27, Clandestine fascist organization, 21 febbraio 1945.
             90   John T. Mooney, Joseph A. Bitti, Paul G. Verticchio.
             91   AUSSME,  SIM,  b.  316,  f.  1-18-28,  Organizzazione  clandestina  fascista,  Attività  fascista.
                  Rapporto provvisorio, 15 febbraio 1945.
             92   AUSSME,  SIM,  b.  316,  f.  1-18-28,  Organizzazione  clandestina  fascista,  Attività  fascista.
                  Rapporto provvisorio, 3 marzo 1945.

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