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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
Ma probabilmente la notizia più importante della giornata è che,
ancorché inizialmente lo scambi per un mero informatore, Memeo incon-
tra, o meglio identifica, Bigi Antonio, uno dei capi dell’associazione. Il gior-
no successivo, oltre a raccogliere altri nominativi, riceve la sua copia del
primo numero del Giornale “Onore”. Incontra anche, siamo al 9 febbraio,
tale Guglielmo De Rossi che, proveniente dal fascio clandestino di Napoli
e già Moschettiere del Duce, gli rivela la vicinanza alla causa di alcuni uomi-
ni di chiesa tra cui una buona parte degli insegnanti (tra cui il Rettore) del
Collegio Massimo. Addirittura, gli riferisce, quest’ultimo vorrebbe organiz-
zare una recita al collegio il cui ricavato andrebbe nelle casse dell’organiz-
zazione. Non sarebbe l’unico sacerdote vicino alla causa. Ci sarebbero stati
anche tale Don Giancarlo (peraltro, a dire di Memeo, già capitano dei
CC.RR. e poi capitano della M.V.S.N.) e Monsignor Bartolomasi, già
Ordinario militare d’Italia .
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Non è possibile verificare tali, importanti, coinvolgimenti, e, anzi, li si deve
ritenere delle false piste. Non a caso, a partire dal 12 febbraio, Bigi continuò a
stuzzicare il Memeo sulla scoperta di spie nell’organizzazione ma evidentemen-
te lo riteneva affidabile se arrivava non solo a parlargli dell’attesa di un emissario
dal settentrione, ma anche della possibilità di ottenere armi e munizioni conser-
vate nella campagna tra Anzio e Cassino.
Una prima svolta, nella descrizione dei fatti, si ebbe il 18 febbraio quando
il Memeo, recatosi al solito Bar, non trovò nessuno degli altri adepti se non un
tale Mariotti che gli comunicò che tutti erano terrorizzati per l’arresto di tre
membri dell’associazione che avevano proceduto ad un omicidio.
Si trattava, in realtà, dell’omicidio del Professore Giuseppe Salto, docente
dell’Università di Siena, esponente partigiano e membro del Partito
Democratico del Lavoro, avvenuta alla fine del mese di gennaio .
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L’omicidio fu connesso alla contestuale rapina dell’autovettura del docen-
te, una Lancia Aprilia, che, portata a Castellammare di Stabia, fu rivenduta per
190.000 lire, gran parte delle quali finì nelle mani dell’organizzazione. Autori dei
reati quattro giovanissimi romani, tutti appartenenti al gruppo Onore: Gonizzi
Antonio detto “Toni”, Spallazzi Giuseppe, Alisi Alberto e Adami Florindo
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detto “Foffo” .
74 Mons. Angelo Bartolomasi fu Arcivescovo Castrense sino al 28 ottobre 1944.
75 TNA, WO 18777 Fascist activities (Onore group), Clandestine fascist organisation, 21 feb-
braio 1945, p. 4.
76 M. Caprara - G. Semprini, Neri! La storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista,
Roma, Newton Compton Editori, 2009, pp. 27 - 28.
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