Page 108 - Numero Speciale 2024
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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Ma  probabilmente  la  notizia  più  importante  della  giornata  è  che,
             ancorché inizialmente lo scambi per un mero informatore, Memeo incon-
             tra, o meglio identifica, Bigi Antonio, uno dei capi dell’associazione. Il gior-
             no  successivo,  oltre  a  raccogliere  altri  nominativi,  riceve  la  sua  copia  del
             primo numero del Giornale “Onore”. Incontra anche, siamo al 9 febbraio,
             tale Guglielmo De Rossi che, proveniente dal fascio clandestino di Napoli
             e già Moschettiere del Duce, gli rivela la vicinanza alla causa di alcuni uomi-
             ni di chiesa tra cui una buona parte degli insegnanti (tra cui il Rettore) del
             Collegio Massimo. Addirittura, gli riferisce, quest’ultimo vorrebbe organiz-
             zare una recita al collegio il cui ricavato andrebbe nelle casse dell’organiz-
             zazione. Non sarebbe l’unico sacerdote vicino alla causa. Ci sarebbero stati
             anche  tale  Don  Giancarlo  (peraltro,  a  dire  di  Memeo,  già  capitano  dei
             CC.RR.  e  poi  capitano  della  M.V.S.N.)  e  Monsignor  Bartolomasi,  già
             Ordinario militare d’Italia .
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                  Non è possibile verificare tali, importanti, coinvolgimenti, e, anzi, li si deve
             ritenere delle false piste. Non a caso, a partire dal 12 febbraio, Bigi continuò a
             stuzzicare il Memeo sulla scoperta di spie nell’organizzazione ma evidentemen-
             te lo riteneva affidabile se arrivava non solo a parlargli dell’attesa di un emissario
             dal settentrione, ma anche della possibilità di ottenere armi e munizioni conser-
             vate nella campagna tra Anzio e Cassino.
                  Una prima svolta, nella descrizione dei fatti, si ebbe il 18 febbraio quando
             il Memeo, recatosi al solito Bar, non trovò nessuno degli altri adepti se non un
             tale Mariotti che gli comunicò che tutti erano terrorizzati per l’arresto di tre
             membri dell’associazione che avevano proceduto ad un omicidio.
                  Si trattava, in realtà, dell’omicidio del Professore Giuseppe Salto, docente
             dell’Università  di  Siena,  esponente  partigiano  e  membro  del  Partito
             Democratico del Lavoro, avvenuta alla fine del mese di gennaio .
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                  L’omicidio fu connesso alla contestuale rapina dell’autovettura del docen-
             te, una Lancia Aprilia, che, portata a Castellammare di Stabia, fu rivenduta per
             190.000 lire, gran parte delle quali finì nelle mani dell’organizzazione. Autori dei
             reati quattro giovanissimi romani, tutti appartenenti al gruppo Onore: Gonizzi
             Antonio  detto  “Toni”,  Spallazzi  Giuseppe,  Alisi  Alberto  e  Adami  Florindo
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             detto “Foffo” .
             74   Mons. Angelo Bartolomasi fu Arcivescovo Castrense sino al 28 ottobre 1944.
             75   TNA, WO 18777 Fascist activities (Onore group), Clandestine fascist organisation, 21 feb-
                  braio 1945, p. 4.
             76   M. Caprara - G. Semprini, Neri! La storia mai raccontata della destra radicale, eversiva e terrorista,
                  Roma, Newton Compton Editori, 2009, pp. 27 - 28.

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