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CARABINIERI E GNR NEGLI ATTI LEGISLATIVI DELLA RSI




                    A tal proposito, si segnala che la strategia di Pavolini (nella seduta del 18
               aprile 1944) ebbe il risultato di costituire il “Corpo ausiliario delle Squadre di
               Azione delle Camicie Nere (le tristemente famose Brigate Nere ), ma si ricorda
                                                                            12
               anche che “Il provvedimento che costituiva le Brigate nere sollevò resistenze di
               ogni tipo, ma l’attentato a Hitler, il 20 luglio, ne favorì il decollo e in agosto,
               dopo la sua pubblicazione, le brigate divennero operative” . In effetti il decreto
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               legislativo datato 30 giugno apparve nella Gazzetta Ufficiale del 3 agosto.
                    Diverso esito ebbe la proposta del ministro dell’Interno, Buffarini Guidi,
               di riorganizzare la polizia. Già il 16 dicembre 1943, nel corso della medesima
               seduta che approvava l’ordinamento e il funzionamento della GNR, era stato
               presentato  un  testo  per  l’istituzione  della  “Polizia  repubblicana”  e  quindi  la
               seduta successiva un altro provvedimento relativo all’ordinamento con l’obiet-
               tivo di avere in un unico organismo sia le componenti militari, sia quelle di tipo
               amministrativo già presenti nel precedente modello organizzativo . Di fatto, la
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               componente più aggressiva del nuovo fascismo repubblichino riuscì ad evitare
               che  le  Forze  dell’Ordine  potessero  organizzarsi,  dando  maggiore  enfasi  alle
               istanze di violenza che vedevano nella milizia e quindi nelle Brigate Nere il prin-
               cipale strumento di lotta politica contro altri italiani. Si consideri che nel testo
               della relazione del ministro nella riunione dell’11 gennaio 1944 si precisava che
               il nuovo corpo della Polizia Repubblicana era formato “dall’amministrazione
               della pubblica sicurezza e dal Corpo degli ufficiali ed agenti di pubblica sicurez-
               za fusi in un unico organismo […] da tale fusione deriva una maggiore omoge-
               neità di intenti tra gli ufficiali della polizia, un più saldo legame gerarchico, una
               corresponsabilità nella esecuzione dei servizi d’ordine […] con la unificazione
               in un solo organismo delle due categorie di ufficiali si otterrà unicità di indirizzo
               e di comando” .
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                    La bozza dell’articolo 3 inseriva la Polizia Repubblicana, quale entità orga-
               nizzata militarmente, nelle “altre Forze Armate Repubblicane”, attribuendole
               così anche le operazioni militari di polizia.

               12   La nota nella stessa pagina riporta che “Con lo stesso provvedimento costitutivo così ven-
                    nero ribattezzate le federazioni del partito, i cui responsabili assunsero il titolo di ‘comandan-
                    ti di brigata’”. In proposito si rinvia a Daniella Gagliani, Brigate nere. Mussolini e la militarizza-
                    zione del Partito fascista repubblicano, Torino, Bollati Boringhieri, 1991.
               13   Si veda l’introduzione in F.R. Scardaccione, (edizione critica a cura di), Verbali del Consiglio dei
                    Ministri della Repubblica Sociale Italiana cit., p. LXXIX. Decreto legislativo del duce 30 giugno
                    1944, n. 446 recante “Costituzione del Corpo Ausiliario delle Squadre di Azione di Camicie
                    Nere”, in Gazzetta Ufficiale d’Italia n. 180 del 3 agosto 1944.
               14   F.R. Scardaccione, (edizione critica a cura di), Verbali del Consiglio dei Ministri della Repubblica
                    Sociale Italiana cit., p. LXXX. Si vedano i verbali delle sedute del 16 dicembre 1943 e 11 gen-
                    naio 1944.
               15   Ivi, p. LXXX. Si vedano i verbali delle sedute del 16 dicembre 1943 e 11 gennaio 1944.

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