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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



             l’autorità centrale ad istituire un corpo unico di polizia” a cui seguivano indica-
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             zioni per gli ufficiali in merito alle possibili posizioni di stato .
                  La relazione che accompagnava il successivo provvedimento approvato il
             16  dicembre  1943  relativo  all’ordinamento  della  Guardia  Nazionale
             Repubblicana prevedeva espressamente che vi fosse la “perfetta fusione delle
             tre forze militari (Milizia, Carabinieri, PAI) [perché rappresentava la] condizione
             indispensabile per garantire una omogenea e solida struttura alla nuova istitu-
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             zione” .
                  In realtà, la permanenza delle strutture ordinative preesistenti dei corpi e
             delle armi che si sarebbero dovuti fondere insieme rese estremamente comples-
             so procedere a un rapido processo di omogeneizzazione.
                  Inoltre, va ricordato che le competenze divise tra ministero dell’Interno e
             della Difesa Nazionale crearono in realtà sovrapposizioni, facendo emergere
             grandi  difficoltà  nel  garantire  un  normale  funzionamento  ad  una  macchina
             amministrativa che si basava su organismi nati con funzioni diverse e politica-
             mente estremamente difformi.
                  La fine della GNR quale forza armata fu rapida. Già nell’estate del 1944,
             la nuova organizzazione epurata oramai della quasi totalità dei Carabinieri fu
             inserita “nelle Forze armate come «prima arma combattente», posta però alle
             dirette dipendenze di Mussolini. A tal proposito si ricordi che già il 20 maggio
             1944 vi era la decisione politica di Mussolini di eliminare i “carabinieri (che
             andranno in Germania)” .
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                  D’altra parte, questa situazione confusa, che aveva portato all’«ibrido con-
             nubio tra la gloriosa Milizia e i carabinieri d’infelice memoria» (come commen-
             tava un dirigente fascista) non poteva soddisfare le aspirazioni della nuova guar-
             dia pavoliniana che aveva assunto la guida del fascismo repubblicano e puntava
             a una militarizzazione del partito e della società” .
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             8    Archivio  Storico  della  Direzione  dei  Beni  Storici  e  Documentali  del  Comando  Generale
                  dell’Arma dei Carabinieri (d’ora in poi ASACC), Documentoteca, Scatola 125, fascicolo 2
                  (d’ora in poi D125.2), Legione territoriale CC di Firenze 1943/1945, promemoria datato
                  Firenze 25 novembre 1943 della Legione Territoriale dei Carabinieri Reali di Firenze - Ufficio
                  Comando, Argomenti tratati nel rapporto tenuto al capoluogo di legione ai comandanti di
                  gruppo - compagnia comando - aiutanti maggiori in 1  e 2  il mattino del 25 novembre 1943.
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             9    F.R. Scardaccione, (edizione critica a cura di), Verbali del Consiglio dei Ministri della Repubblica
                  Sociale Italiana cit., p. 184.
             10   A. Osti Guerrazzi (a cura di), Le udienze di Mussolini cit., p. 181. Gli ultimi Carabinieri in ser-
                  vizio furono definitivamente estromessi nel corso dell’ultima cattura avvenuta il 4 agosto
                  1944, Giovanni Salierno, La deportazione dei Carabinieri dall’Italia del Nord: la legione di Torino, in
                  Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri, a. VII (2022), n. 2, pp. 14-23.
             11   Si rinvia all’introduzione in F.R. Scardaccione, (edizione critica a cura di), Verbali del Consiglio
                  dei Ministri della Repubblica Sociale Italiana cit., p. LXXIX.

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