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CARABINIERI E GNR NEGLI ATTI LEGISLATIVI DELLA RSI




               presenti nella parte del Paese formalmente sotto la responsabilità della RSI.
                    In questo senso, né i tedeschi, né gli apparati di partito avevano interesse
               nel dare corpo a tale progetto dedicato alle Forze Armate, tanto più che si scelse
               di dare maggiore forza a formazioni marcatamente politicizzate che avrebbero
               potuto rispondere più efficacemente a quell’azione di repressione del movi-
               mento di Resistenza che tanti problemi avrebbe creato progressivamente nel
               corso della vita dell’effimera repubblica al Nord.
                    A maggior ragione, per quanto riguarda le Forze Armata, si consideri che
               “La copiosissima legislazione prodotta dal ministero […] si sarebbe occupata di
               gradi, divise, regolamenti, indennità e quant’altro, spesso con provvedimenti
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               destinati a restare sulla carta” .
                    Naturalmente,  una  posizione  diversa  è  quella  relativa  alle  Forze
               dell’Ordine. Nel corso dell’incontro tenutosi il 19 novembre tra Mussolini e
               varie autorità politiche e militari della repubblica del Nord vi furono alcune
               discussioni sul nuovo corpo: “al comando del generale Ricci che ne risponderà
               direttamente al Duce; esso comprenderà ciò che resta della milizia, dei carabi-
               nieri dopo l’epurazione, e la polizia dell’Africa italiana. La polizia in uniforme
               dipenderà da Ricci, benché il ministro dell’Interno abbia la responsabilità del
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               suo impiego; quella in borghese dipenderà dal ministro dell’Interno” .
                    Anche nei provvedimenti approvati nel corso delle sedute del consiglio dei
               ministri della RSI si notano alcune differenze; in particolare in merito alla costi-
               tuzione della Guardia Nazionale Repubblicana, istituita nel corso della riunione
               del 24 novembre 1943 “su proposta del duce […] con compiti di polizia interna
               e militare” e nata, com’è noto, attraverso la fusione della Milizia Volontaria per
               la  Sicurezza  Nazionale,  delle  Milizie  cosiddette  speciali  (ferroviaria,  postale,
               portuaria,  forestale,  confinaria,  ecc.),  dei  Carabinieri  (non  più  Reali)  e  della
               Polizia dell’Africa Italiana (PAI) .
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                    Si noti che già il 25 novembre, almeno a Firenze, si tenne un rapporto in
               cui il comandante della Legione Carabinieri introdusse la prossima formazione
               di un’unica forza dell’ordine a ordinamento militare motivandola cosi: “le inter-
               ferenze  verificatesi  a  causa  dell’esistenza  di  varie  polizie  nonché  di  squadre
               fasciste d’azione, e soprattutto considerazioni di ordine politico hanno indotto

               5    Si veda l’introduzione in F.R. Scardaccione, (edizione critica a cura di), Verbali del Consiglio dei
                    Ministri della Repubblica Sociale Italiana cit., p. LXXVII.
               6    Amedeo Osti Guerrazzi (a cura di), Le udienze di Mussolini durante la Repubblica Sociale Italiana
                    (1943-1945), Heidelberg, Heidelberg University Publishing, 2020, p. 65.
               7    Di cui si parlerà più avanti in questo contributo. Sulla questione, si rinvia a Massimiliano Sole,
                    Il grande inganno. L’Arma dei Carabinieri nella Guardia Nazionale Repubblicana, pubblicato in que-
                    sto Numero Speciale.

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