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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



             ma alla fine venne attuata da parte di tutti. La camicia nera invece non fu indos-
             sata che da un numero limitato di militari ed in genere nei capoluoghi, dove la
             milizia esercitava al riguardo maggiore vigilanza e maggiori pressioni.
                  Le fiamme nere fino al 15 luglio 1944 non le mise nessuno così come nes-
             suno, sino a tale data, adottò il nuovo berretto ed i nuovi distintivi di grado, isti-
             tuiti per la G.N.R. Dopo il 15 luglio, invece, avendo le SS germaniche, su denun-
             zia  del  console  [Colonnello]  Bussi  comandante  provinciale  della  g.n.r.  [sic!],
             arrestato il maggiore Masi [l’autore della relazione] il quale, oltre che non essersi
             voluto inscrivere al partito repubblicano e di essere accusato quale favoreggia-
             tore  delle  diserzioni  di  carabinieri,  che  in  quei  giorni  erano  sensibilmente
             aumentate  di  numero,  persisteva  ad  indossare  l’uniforme  tradizionale
             dell’Arma, l’uso della camicia nera si generalizzò ed ebbe inizio anche qualche
             sporadica sostituzione di berretti e di distintivi di grado, con quelli di nuova isti-
             tuzione”.

             5. Brevi conclusioni
                  L’abolizione dell’aggettivo Reali, l’eliminazione della granata con la fiam-
             ma  recante  le  cifre  del  sovrano  e  degli  alamari,  considerati  sacri  per  ogni
             Carabiniere, rappresentavano le tappe che la Milizia in particolare bramava di
             raggiungere per cancellare l’appartenenza dei Carabinieri alla propria Arma e
             alle proprie tradizioni. La vicenda di Imperia, esemplificativa del comportamento
             dei Carabinieri, invece ci mostra che solo con l’imposizione, con le minacce e
             con la violenza, ivi compresa la deportazione dell’ufficiale dei Carabinieri più
             anziano  in  provincia,  si  poté  esercitare  quella  coercizione  che  spinse  pochi
             appartenenti all’Arma ad accettare i soprusi e molti ad abbandonare quella vita
             fatta di tensioni per abbracciare invece la lotta per la Libertà nel movimento
             della Resistenza o più semplicemente disertare e passare in clandestinità, in attesa
             dell’insurrezione generale o dell’arrivo degli Alleati.

















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