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ELIMINARE SIMBOLI E VALORI DELL’ARMA. LE UNIFORMI DELLA GNR
per i graduati, cuciti a metà manica; il berretto non aveva vere e proprie insegne
di grado, ma le differenze si evidenziavano sia nel fregio, d’oro, d’argento e
rosso, sia nel soggolo che per i generali aveva foglie di quercia ricamate in rosso
su fondo oro (oro lucido su oro opaco per il Comandante Generale), per gli
ufficiali superiori una treccia oro e rossa con passanti in oro secondo il grado,
per quelli inferiori treccia di seta grigio verde con passanti in oro, per gli aiutanti
treccia in raion argentato con uguali passanti, per i sottufficiali treccia di lana
grigio verde con passanti in raion argentato, per i militi in panno grigio verde
con passanti uguali.
Gli ufficiali dei ruoli di Amministrazione, Sanità, Veterinaria, Maestri di
Banda, al posto degli alamari sulle fiamme avevano un rettangolo di panno
rispettivamente azzurro, amaranto, celeste e bianco.
4. Le uniformi dei Carabinieri come fattore di Resistenza. Il caso di
Imperia
Dopo questa “carrellata” sulle tenute della GNR, ci ricolleghiamo alle dif-
ficoltà incontrate dalle autorità di Brescia, sede di quel Comando Generale, ad
imporre ai Carabinieri quelle nuove, “indigeste” uniformi, che ne calpestavano,
almeno visivamente l’orgoglio degli antichi simboli, riportando un brano tratto
dalla relazione fatta dall’allora maggiore Alfonso Masi, già comandante del
Gruppo Carabinieri di Imperia dipendente dalla Legione di Genova alla fine
della guerra . L’ufficiale dopo l’8 settembre restò al proprio posto per tutelare i
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collaboratori e le popolazioni affidate al suo comando, poi, perseguitato dai
nazisti per la sua intransigenza verso il nuovo ordine nazifascista, riuscì a met-
tersi in salvo .
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“Sino al marzo 1944 l’uniforme tradizionale dell’Arma non subì alterazioni.
In detto mese le stellette furono sostituite con la doppia M ed abolito fu il
monogramma reale. Nel mese di aprile giunse l’ordine di indossare la camicia
nera e nel mese di maggio di apporre le fiamme nere sotto gli alamari.
Successivamente, poi, giunse addirittura l’ordine di indossare tutti indistinta-
mente l’uniforme creata per la G.N.R. Ogni alterazione diede origine ad aspre
discussioni e gravi malumori ed ogni volta vi furono minacce di rappresaglie da
parte degli ufficiali delle milizie allo scopo di vincere la persistente resistenza da
parte di tutti i componenti del Gruppo [di Imperia].
La sostituzione delle stellette con la doppia M fu ritardata il più possibile
6 Secondo lo schema organizzativo dell’epoca, il Gruppo Carabinieri aveva competenza sulla
provincia amministrativa.
7 La relazione del maggiore Masi è disponibile in ASACC, D121.4.
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