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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
quando ancora la GNR era in fase progettuale, ad eliminare dalla loro uniforme
gli emblemi che ne contraddistinguevano lo status, ma gli andò male: la resisten-
za fu tale che dovettero procedere pezzo dopo pezzo e con difficoltà.
Ma vediamo in dettaglio l’uniforme prescritta dalla circolare n. 3190 del
Comando Generale della GNR, Segreteria Generale del 10 maggio 1944 diretta
a tutti i Comandi .
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Cominciamo subito con il tessuto: ufficialmente panno di lana color
ruggine indisponibile al momento, nelle more, l’usuale grigio verde italiano di
cui le ditte del Nord disponevano in abbondanza (tantoché se ne servirono
anche i tedeschi). La giubba aveva baveri aperti guarniti da fiamme bifide
nere, con sovrapposti alamari per gli ufficiali e agenti di PG e la doppia M
(Mussolini) in metallo bianco in luogo delle vecchie stellette; la bottoniera era
coperta da una patta e le controspalline sagomate a punta. Quattro le tasche
«a toppa» cannellate e coperte superiormente con alette dritte: due al petto e
due alle falde. Lo stesso capo dei «reparti giovanili» (Avanguardisti tra i 16 e
i 18 anni delle scuole Allievi ufficiali, sottufficiali e militi e dei battaglioni d’as-
salto) era praticamente uguale a quello dei paracadutisti, a sua volta simile ad
una sahariana, ma senza baveri, con sovrapetti a punta muniti di asole per
abbottonare le tasche superiori cannellate, mentre quelle inferiori erano lisce
di forma «a borsa» con alette a punta, bottoniera con patta e maniche abbot-
tonate a polsino. Tutti indossavano pantaloni modello sciatore, di stoffa e
colore uguali alla giubba stretti e abbottonati alle caviglie, con tasche laterali
e posteriori. Per l’inverno era previsto un «pastrano» (termine che indica il
cappotto per le armi a cavallo) di cui non esiste né descrizione, né figurino,
ma possiamo presumere che fosse quello grigioverde già in dotazione alla
cavalleria del Regio Esercito e alla Milizia: ampio, ad un petto con bottoniera
coperta, le fiamme nere ai grandi baveri rovesciati, piegone posteriore e mar-
tingala, tasche, verticali al petto e orizzontali alle falde, “a filetto” (non
sovrapposte, ma tagliate sulla stoffa e foderate) con alette quelle alle falde.
Camicia nera con cravatta in tinta per tutti, ma i «giovani» in inverno potevano
indossare un maglione nero al posto della camicia. Gli Allievi ufficiali si
distinguevano per un filetto d’oro intorno ai baveri della giubba e del pastrano;
per gli Allievi sottufficiali i filetti erano due in argento, lunghi 10 cm posti cia-
scuno sui lati dei baveri.
Quale copricapo fu adottato teoricamente un berretto da montagna grigio
4 La circolare è stata reperita in Direzione dei Beni Storici e Documentali del Comando
Generale dell’Arma dei Carabinieri (d’ora in poi ASACC), Documentoteca, Scatola 258,
fascicolo 6 (D258.6). La circolare era indirizzata a tutti i comandi dipendenti a firma del
comandante generale Renato Ricci.
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