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COMBATTENTI LEGITTIMI E DIRITTO INTERNAZIONALE. 1943-1945




               5. Conclusioni
                    La semplice distinzione fra combattenti regolari e irregolari, con le conse-
               guenti  sanzioni  previste  per  questi  ultimi,  non  esaurisce  l’intera  complessità
               degli attori in azione in un conflitto anche tra paesi riconosciuti. In particolare,
               la presenza dei cosiddetti “non privilegiati”, ovvero le spie e i sabotatori, il cui
               trattamento era fortemente discrezionale da parte dei catturatori ma ai cui ser-
               vigi nessun paese voleva rinunciare, è probabilmente la categoria giuridica cui
               anche i teorizzatori, e gli organizzatori, della guerra partigiana intendevano ispi-
               rarsi. Non è irragionevole ipotizzare che tale tipo di guerra, limitata nei tempi e
               nei numeri quando fu concepita ai tempi della guerra franco-prussiana del 1870,
               assumendo  poi  dimensioni  enormi  nelle  guerre  totali  e  ideologiche  del
               Novecento, fu però accompagnata da una dottrina giuridica rimasta ancorata a
               schemi precedenti, insufficiente quindi a prevenire e punire gli abusi che poi si
               verificarono.











































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