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LA RESISTENZA SUL GRAPPA. I CARABINIERI DEL TENENTE GIARNIERI




               3. In montagna
                    Nell’agosto 1944 anche il ten. Giarnieri decide di entrare nella resistenza
               armata.  Per  salvare  le  apparenze  o,  forse,  per  aggirare  le  perplessità  di  una
               minoranza  di  militari  poco  convinti,  concorda  una  messinscena:  il  presidio
               verrà attaccato notte- tempo dai partigiani e il ten. Giarnieri fingerà una resa a
               forze soverchianti .
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                    A prestarsi al gioco è il ten. Livio Morello, che descriverà l’azione in questi
               termini: “La 2a Compagnia del Btg. “Buozzi” in data 16 agosto 1944, dopo aver
               ricevuto l’ordine (dal Comando Brigata), si portò alla Villa Volpi in Maser, resi-
               denza del Comando dei carabinieri repubblichini. Circondata la villa e venuti a
               patti, essendo già l’azione stabilita dal comando partigiano, i carabinieri si arre-
               sero volontariamente e seguirono i partigiani sul Monte Grappa, ove, dopo il
               periodo di prova, tornarono la Compagnia Autonoma dei carabinieri al coman-
               do del ten. Giarnieri Luigi, alle dipendenze del Comando di brigata” .
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                    E proprio il crescente numero di Carabinieri che affluiscono nei ranghi
               nella resistenza - che si aggiungono ai numerosi ex prigionieri britannici e a
               interi reparti dell’esercito regolare di Salò - a convincere i comandanti partigiani
               della zona del Grappa ad organizzarsi stabilmente in montagna, nelle malghe e
               nelle casere del Massiccio. Per il loro alto numero e per la loro estraneità all’am-
               biente rurale - sono originari per lo più delle regioni dell’Italia meridionale - non
               possono più essere facilmente nascosti nei paesetti della pedemontana. E così
               il Grappa, in virtù anche della sua alta valenza simbolica agli aspri combatti-
               menti che nel 1917-15 fermarono l’invasione austro-ungarica) e della sua posi-
               zione  strategica  (controllo  delle  rotabili  che  si  snodano  lungo  le  vallate  del
               Brenta e del Piave), diventa off limits per le autorità della R.S.I. e la fantasia
               popolare favoleggia di una roccaforte munitissima ed imprendibile, difesa da
               migliaia e migliaia di partigiani.
                    Ai primi di settembre 1944, in previsione di una controffensiva nazi-fascista,
               su pressione della missione alleato, fra le quattro diverse formazioni partigiane ope-
               ranti sul Massiccio (“G. Matteotti”, “A. Gramsci”, “Italia Libera a Campocroce” ed
               “Italia Libera Archeson”) si addiviene alla costituzione di un Comando unificato,
               affidato di fatto al cap. Pasini di Asolo. I carabinieri del presidio di Maser, con ele-
               menti provenienti dalle diverse brigate, costituiscono una autonoma formazione,
               denominata “Compagnia Carabinieri Partigiani”, agli ordini del ten. Luigi Giarnieri.
               Posta alle dirette dipendenze del Comando unico e insediata sulla cima Grappa,

               11   G. Fabris, op. cit., p. 368.
               12   Relazione  ed  interventi  convegno  di  studi  su  “La  Resistenza  nella  zona  del  Grappa  -
                    Castelfranco Veneto 10 marzo 1968”, dattiloscritto in A.LV.S.R., p. 101.

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