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LA RESISTENZA SUL GRAPPA. I CARABINIERI DEL TENENTE GIARNIERI
proprio nelle caserme dell’Arma. Dal diario storico della brigata “G. Matteotti”.
“Le prime azioni sono state attuate per armare gli uomini. Vengono disar-
mati i Carabinieri delle varie stazioni, i quali eseguivano alla lettera gli ordini
imposti dai tedeschi” .
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Un po’ per il disorientamento, un po’ per spirito di collaborazione, i cara-
binieri sembrano non opporre soverchia resistenza ai colpi di mano dei parti-
giani e le azioni si concludono in genere senza spargimento di sangue.
Contatti più organici fra la resistenza trevigiana e singoli elementi della
Bene- merita risultano stabiliti già sullo scorcio del 1943. Fin dal primo momento
gli inter- locutori più autorevoli dei partigiani appaiono il brigadiere Antonello
Crifò (Messina 1916) ed il tenente Luigi Giarnieri (Napoli 1920). Il primo avrà
un ruolo insostituibile nell’organizzare il passaggio dei carabinieri nelle file della
Resistenza; il secondo, salendo sulla forca con fierezza e dignità, è assurto ad
una delle figure-simbolo della partecipazione dell’Arma alla guerra di
Liberazione.
Il brigadiere Crifò prende contatti con la formazione “Montegrappa” che,
agli ordini del ten. Publio Corradi, ha sede a Caerano S. Marco ed opera nel
nord-ovest della Marca trevigiana. Scrive il Corradi: “Nei primi giorni di dicem-
bre 1943 il brigadiere Crifò Antonello entrò a far parte del fronte clandestino
di resistenza ed iniziò un Cattivo servizio di informazioni, favoreggiamento e
rifornimento ai patrioti, nonché un’assidua e costante opera cospirativa e orga-
nizzativa degli elementi esclusivamente dell’arma dei carabinieri. Infatti le file
dei partigiani quasi giornalmente venivano raggiunte ed ingrossate da diversi
carabinieri i quali, con ardore e fede, abbracciavano la lotta partigiana contro i
nazi-fascisti” .
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Il ten. Luigi Giarnieri vigila, con un nutrito reparto di carabinieri accaser-
mati presso la villa Volpi di Maser, sugli uffici del Ministero della guerra che
hanno sede presso il collegio Canova a Possagno. È suo compito anche garan-
tire la sicurezza del gen. Graziani quando, nelle periodiche visite agli uffici del
suo ministero sparsi nei paesi della pedemontana, alloggia a Villa Volpi, eletta a
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sede del comando .
Dei suoi approcci col movimento clandestino e del suo apporto alla resi-
3 Relazione sui fatti bellici della Brigata d’assalto G. Matteotti, in Archivio Istituto Veneto per la storia della
Resistenza (d’ora in poi A.I.V.S.R.), b. 16. Cfr. anche S. Guadagnin - M. Carlesso, La Resistenza
nella zona pedemontana del Grappa, Curitiba (Brasile) 1950, p. 22. L’attacco a caserme della
C.N.R., laddove prevalgono gli elementi filo-fascisti che conducono una spietata caccia ai
partigiani (come a Crespano del Grappa), prosegue anche nel corso del 1944. Cfr. pp. 34-35.
4 Relazione sulle operazioni compiute dalla formazione IV Battaglione carabinieri, cit.
5 G. Fabris, a cura della Federazione italiana volontari della libertà, p. 364.
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