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VITTORIO CARONCINI E GLI UFFICIALI DEI CARABINIERI NEL PAVESE COLLABORAZIONISTA




                    Secondo quanto riportato in atti, già il 15 settembre era in contatto con
               il  comando  militare  del  Comitato  di  Liberazione  Nazionale  Alta  Italia
               (CLNAI) . Iniziò così ad organizzare i Carabinieri dipendenti in una unità par-
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               tigiana, provvedendo a raccogliere adesioni tra i suoi uomini e a distribuire al
               movimento resistenziale locale le armi recuperate; “getta così in provincia di
               Pavia le basi di un fronte di resistenza armata che andava sviluppandosi intor-
               no ai comandi dell’Arma da lui dipendenti. Amareggiato dalla controazione
               attiva e passiva dei suoi superiori diretti”, si fece dapprima ricoverare figurati-
               vamente  in  ospedale  e  quindi  in  convalescenza  continuò  ad  organizzare  le
               forze della Resistenza. Rifiutando il giuramento alla RSI nel febbraio 1944, fu
               posto in congedo, tuttavia l’8 giugno successivo fu scoperta la sua attività. Fu
               “arrestato  dalla  SS  tedesca  e  detenuto  prima  nelle  carceri  di  San  Vittore  a
               Milano e poi in un campo di deportazione per internati politici”, fino alla fine
               della  guerra.  Con  lui  collaborarono  il  tenente  Sergio  Valdora,  catturato  nel
               maggio e detenuto fino alla liberazione e il tenente Mario Benedetto, ufficiale
               di complemento, arrestato varie volte, evaso e “mutilato per la causa partigia-
               na,  combattente,  dopo  l’arresto  del  suo  maggiore,  in  una  formazione
               “Giustizia e Libertà”” . In merito a Mario Benedetto, va ricordato che egli era
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               riuscito a rientrare in Italia dalla Francia e fu posto in congedo il 31 marzo
               1944  presso  la  legione  di  Alessandria.  In  realtà,  egli  prese  parte  attiva  alla
               Resistenza, entrando a far parte del CLNAI quale collaboratore diretto del
               generale Dino Zambon, con cui fu catturato da “agenti dell’U.P.I. nazifascista
               e rinchiuso nel carcere di S. Vittore di Milano il 10 giugno successivo per inter-
               vento del C.L.N.” . Il 12 successivo fu catturato nuovamente questa volta dai
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               tedeschi, condotto a Cuneo e poi a Torino per essere deportato in Germania.
               Durante il trasferimento, nei pressi di Udine, il 1° luglio riuscì a gettarsi dal
               treno, subendo poi l’amputazione di alcune dita di un piede e una importante
               ferita alla testa.


               22   ASACC, D124.1, Legione Territoriale Carabinieri di Milano - Ufficio Inchieste, lettera n. 1/4
                    di prot. R.P. datata 9 settembre 1945, ad oggetto Vicende delle legioni dopo l’8 settembre 1943 a
                    firma  del  comandante  della  legione  Italo  Nuzzolo,  relazione  biografica  del  maggiore
                    Chiaffarelli Olinto.
               23   Sul tenente Valdora si veda Giuseppe Notarnicola, Il generale Sergio Valdora, Medaglia d’Argento
                    al Valor Militare, in “Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri”, a. VIII (2023), n. 3, pp.
                    64-77. Non è stato mai versato all’archivio storico dell’Arma il fascicolo della discriminazio-
                    ne del tenente Valdora, assente nel fondo.
               24   Mario Benedetto di Giuseppe, dottore, nato a Saluzzo il 14 settembre 1917, nel 1945 coman-
                    dante la tenenza di Milano Porta Ticinese. ASACC, AS, PUARV, Serie Discriminazione ufficiali,
                    ad nomen. Si veda il verbale della Commissione per l’esame del comportamento all’atto e dopo
                    l’armistizio degli ufficiali dell’Arma dei CC.RR. di grado inferiore a colonnello datato 18
                    dicembre 1945.

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