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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  Tuttavia, alla data dell’8 settembre 1943, l’ufficiale era in servizio quale
             comandante della tenenza di Savigliano (Cuneo), dalla quale fu trasferito il
             16 novembre “per incidenti avuti con ufficiali tedeschi”, assumendo lo stes-
             so incarico a Voghera, dipendente dal gruppo Carabinieri di Pavia, in quel
             momento retto dal maggiore dei Carabinieri Olinto Chiaffarelli .
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                  La situazione era molto delicata: “A Voghera si guardava all’Arma, come
             all’unica superstite istituzione che desse severe garanzie di equità e di giustizia
             e ciò evidentemente per l’opera occulta e patriottica del suo comandante” .
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                  L’impegno  di  Caroncini  a  favore  del  movimento  di  Resistenza  e  di
             Liberazione fu importante: “presto si rivelò ostile ai nazi-fascisti ed intraprese
             rapporti coi patrioti della zona; aiutandoli in vari modi, persino fornendogli
             armi  ed  altro,  efficacemente  cooperato,  in  questo,  dalla  fidanzata  signorina
             Arrigoni Giovanna e dal suocero Arrigoni Pietro Riccardo che erano sfollati a
             Rivanazzano (Voghera)” .
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                  La relazione dell’ufficiale con Giovanna Arrigoni era un fatto a conoscen-
             za anche del capitano Santo Micali, comandante della compagnia di Voghera
             all’epoca dei fatti: “Se avessi voluto fare trasferire il S.Tenente Caroncini avevo
             ben altri motivi tra cui la relazione amorosa dell’ufficiale la cui fidanzata era tutti
             i giorni e per molte ore nell’ufficio della Tenenza” .
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                  Il comandante della compagnia di Voghera a proposito della dipartita del
             giovane ufficiale ricordava gli “ottimi rapporti di amicizia più che di dipenden-
             za, che vi erano fra me ed il S.Tenente Caroncini. La madre e la sorella del
             S.Tenente Caroncini che io conobbi in albergo a Voghera se vogliono possono
             confermare quanto io affermo. Fra l’altro possono anche dire che tutte le setti-
             mane io permettevo al figlio di recarsi in famiglia a Milano, e quando non vi si
             recava  era  per  rimanere  vicino  alla  fidanzata  residente  temporaneamente  a
             Rivanazzano distante 4-5 Km. da Voghera” . Ancora a proposito del rapporto
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             che Caroncini aveva con il capitano Micali, l’albergatore Pietro Lavezzari affer-
             mò: “Durante il servizio prestato a Voghera per molto tempo consumò i pasti

             7    Sull’ufficiale una ricostruzione delle sue vicende del periodo in Giuseppe Notarnicola, Il colon-
                  nello Olinto Chiaffarelli, Medaglia di Bronzo al Valor Militare, in “Notiziario Storico dell’Arma dei
                  Carabinieri”, a. IX (2024), n. 2, pp. 48-69.
             8    ASACC, Archivio Storico (AS), Fondo Personale Ufficiali Affari Riservati Vari (PUARV),
                  Serie Discriminazione ufficiali, fascicolo di Micali Santo, lettera datata 25 luglio 1946 a firma di
                  Gino Manusardi.
             9    Ivi, lettera n. 27/44-1-1944 di prot. R.P. datata Pavia, 2 luglio 1946 a firma del comandante
                  del gruppo di Pavia, tenente colonnello Giuseppe Santoro.
             10   Ivi, esposto del Capitano Micali Santo allegato alla lettera n. 3/8-4 Ris. di prot. del 20 gennaio
                  1947.
             11   Ibidem.

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