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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
sottufficiale insieme all’altro
fascista, abbandonò il cadavere
dell’ufficiale appena ammazzato
sulla strada.
Tuttavia, subito dopo i due
sottufficiali furono sottoposti al
tiro di armi da fuoco di alcuni
partigiani che avevano assistito
all’esecuzione. Così, mentre il
Pastorelli riuscì a lanciarsi nella
scarpata sottostante la via e a sal-
varsi, l’altro rimase ucciso. In
questa vicenda è importante sot-
tolineare che i partigiani portaro-
no all’ingresso del paese i due
corpi e fecero avvertire i militi
rimasti sul camion che trasporta-
rono così le salme presso la fede-
razione fascista di Vercelli.
Anche in questo caso, vi fu un
trattamento diverso per i due
deceduti: “la salma del sottuffi-
ciale fu subito coperta di fiori e
Tesserino di appartenenza al Corpo Volontari della Libertà
(Fonte: partigianiditalia.cultura.gov.it, ad nomen) circondata da guardie d’onore
della g.n.r.; quella del tenente
CARONCINI - malgrado fosse nella medesima camera - fu invece lasciata
senza fiori e senza scorta”. Così la domenica 18 giugno 1944 il suocero del sot-
totenente poté recarsi a Vercelli e trasportare la salma a Milano “senza che il
comando della g.n.r. di Vercelli avesse voluto rendere i prescritti onori militari
alla partenza”. Si consideri che alla base di tale esecuzione criminale deve esser-
vi stato l’odio acceso tra l’Alfieri e il Caroncini, al punto da orchestrare una vera
e propria esecuzione che si cercò di far passare a Voghera come un’azione con-
dotta dai patrioti.
4. Le vicende degli ufficiali dei Carabinieri nel pavese
Senza dubbio uno dei protagonisti delle vicende dei Carabinieri nel capo-
luogo e nella provincia pavese fu il maggiore Olinto Chiaffarelli, all’8 settembre
1943 comandante del gruppo Carabinieri Reali e superiore anche del Caroncini.
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