Page 48 - Rassegna 2024-4 supplemento
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A partire dalla f ne degli anni Sessanta, si è assistito a un impiego crescente
di personale di leva in aliquote complementari, def nite “ausiliarie”, all’interno di
corpi professionali di polizia e soccorso. Tra questi f gurano l’Arma dei
Carabinieri, le Guardie di Pubblica Sicurezza (poi Polizia di Stato), gli Agenti di
Custodia (poi di Polizia Penitenziaria) e i Vigili del Fuoco. Tale impiego ha per-
messo di alleggerire il carico di lavoro per gli agenti in servizio permanente, garan-
tendo al contempo una presenza capillare del personale su tutto il territorio
nazionale.
in questo modo si è riassorbita una parte delle aliquote esuberanti rispetto al
fabbisogno delle Forze armate, e al tempo stesso si è ridotto, almeno in parte, lo
squilibrio tra le aliquote più giovani e quelle più anziane dei carabinieri ed agenti
effettivi, determinato dal fatto che questi ultimi vengono mantenuti in servizio
fino al raggiungimento dei limiti di età .
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Questo cambio di rotta ha rappresentato sia una sf da che un’opportunità.
Da un lato, ha richiesto un riadattamento del sistema di leva per rispondere alle
esigenze specif che di questi nuovi contesti operativi. Dall’altro, ha of erto ai gio-
vani leve la possibilità di acquisire competenze e professionalità spendibili anche
nel mondo del lavoro civile:
nell’arma dei carabinieri la proporzione degli «ausiliari» è andata
costantemente aumentando, passando dal 3,3 per cento (3.000 uomini, in ferma
triennale) del 1966, al 17,7 per cento (15.000 uomini, con ferma di 12 mesi) del
1989: e ciò nonostante che la forza dei carabinieri sia passata nello stesso periodo
da 80.500 a 110.173 uomini, con un aumento del 37,5 per cento .
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54 Ivi.
55 Ivi, p. 40.
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