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nello stesso periodo, mentre l’Italia si trovava immersa nelle complesse
sf de del dopoguerra, il fulcro dell’attenzione nazionale era senza dubbio concen-
trato sull’operato dell’Assemblea Costituente. Questo organo legislativo rappre-
sentava non solo una necessità istituzionale, ma anche un momento di straordi-
naria importanza storica. L’Assemblea Costituente era composta da rappresen-
tanti eletti dal popolo italiano e aveva il compito di elaborare un testo fondamen-
tale che stabilisse i principi, i valori e le norme che avrebbero regolato il nuovo
ordinamento giuridico e istituzionale del Paese. Tra i temi dibattuti, la def nizio-
ne della politica militare si distinse per una serie di iniziative singole piuttosto che
per la realizzazione di un progetto organico elaborato all’interno dei partiti. Gli
articoli di maggiore rilievo del testo costituzionale concernenti il settore militare
abbracciarono una vasta gamma di aspetti cruciali, tra cui, per esempio, il rappor-
to dello Stato italiano con la guerra, l’istituzione del servizio militare obbligato-
rio, l’assegnazione dell’Alto Comando e la creazione del Consiglio Supremo di
Difesa.
La Costituzione sottolineò con forza l’obbligo del cittadino di difendere la
Patria con le armi, evocando idealmente il concetto del cittadino-soldato che
emerse durante la rivoluzione francese. Questo principio incarnava un modello
di forza armata di popolo, in cui ogni membro della società partecipava attiva-
mente alla difesa nazionale, contribuendo a coltivare uno spirito di unità e coe-
sione sociale fondamentale per la sicurezza e l’integrità del Paese. Inoltre, la deci-
sione di assegnare l’Alto Comando delle Forze Armate al Presidente della
Repubblica rif etteva la volontà di garantire l’imparzialità delle stesse e di sottoli-
nearne il carattere nazionale e neutrale.
Questo principio fu ulteriormente enfatizzato dall’articolo 98, che apriva la
possibilità di vietare ai militari di carriera di af liarsi a partiti politici. Tale dispo-
sizione mirava a preservare l’indipendenza e l’ef cienza delle Forze Armate, assi-
curando che queste rimanessero al di sopra delle divisioni politiche e si dedicasse-
ro esclusivamente alla tutela degli interessi nazionali.
In quegli anni il “Centro per le applicazioni della psicologia”, su proposta
del Comitato nazionale per la biologia e la medicina del Consiglio nazionale
delle Ricerche che vigilava sull’attività del centro, fu trasformato in “Istituto
nazionale di Psicologia”, con decreto 16 gennaio 1950 n. 520 dell’allora presi-
dente del CnR . Il neo Istituto nazionale di Psicologia e lo Stato Maggiore
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dell’Esercito intrapresero una collaborazione sperimentale su base scientif ca
della “selezione” delle reclute .
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50 P. Zocchi, 2011.
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