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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Lo sforzo bellico aveva messo in evidenza che i modelli militari adottati pre-
               cedentemente avevano ormai segnato il loro tempo. Si respirava aria di rinnova-
               mento e si nutriva il sentimento dell’avvio di una nuova stagione storica.
                    L’Esercito avrebbe dovuto essere costituito da poche unità, ma con organici
               pressoché completi. Venne abbandonata la prassi seguita f no ad allora di impo-
               stare l’Esercito su una vasta intelaiatura di reparti ad organici ridotti da alimenta-
               re in caso di emergenza attraverso il ricorso alla mobilitazione generale. Si privile-
               giava  la  costituzione  di  un  Esercito  permanente  più  rispondente  alle  esigenze
               della guerra moderna. In quel contesto storico di profondi mutamenti legislativi
               e culturali, venne promulgato il Decreto legislativo luogotenenziale del 1° marzo
               1945, n. 82, art. 27, che segnò una tappa signif cativa nella ridef nizione del ruolo
               del “Centro per le applicazioni della psicologia”, elevandolo al rango di “Centro
               di studio e di ricerca presso le università”. nonostante le molteplici resistenze,
               specialmente dal mondo medico, questo atto normativo si conf gurò come un
               autentico baluardo dell’af ermazione della disciplina psicologica all’interno del-
               l’istruzione universitaria italiana. In precedenza, il riconoscimento di un corso
               annuale  di  psicologia  all’interno  delle  università,  quand’anche  manteneva  un
               valore speculativo ed educativo di indubbio pregio e sebbene fosse condotto da
               un gruppo di autorevoli docenti universitari, richiedeva un’autorizzazione speci-
               f ca. Questa prospettiva rif etteva la tendenza di allora di considerare la psicologia
               non come disciplina autonoma, ma anche come un corpus di conoscenze e com-
               petenze trasversali, capaci di arricchire e migliorare le pratiche professionali in
               molteplici settori. Tuttavia, con l’avvento di questa nuova disposizione legislati-
               va, il panorama accademico fu oggetto di un radicale cambiamento.
                    Il complesso di conoscenze e competenze del “Centro per le applicazioni
               della  psicologia”  sembrava  inclinato  a  ottenere  un  ruolo  di  maggiore  rilievo.
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               nonostante la nascita uf  ciale del corso di laurea in psicologia  in Italia fosse
               ancora distante, questo nuovo assetto normativo aprì le porte alla piena integra-
               zione della disciplina psicologica nel panorama accademico nazionale. ora, la psi-
               cologia poteva essere organizzata in settori di ricerca omogenei, con insegnamenti
               che potevano essere parte integrante di diversi corsi di laurea all’interno della stes-
               sa  facoltà.  Questo  signif cò  un  importante  passo  avanti  nella  valorizzazione  e
               nell’istituzionalizzazione della psicologia come disciplina scientif ca nel contesto
               universitario italiano, consolidando il suo ruolo e la sua identità all’interno della
               cultura accademica del paese.
               49  G. Vidotto, s.d. Con l’approvazione dei decreti 183 del 21 luglio 1971 (istituzione di un corso
                   di laurea in psicologia nella facoltà di magistero a Roma) e 279 del 5 novembre 1971 (istituzione
                   di un corso di laurea in psicologia nella facoltà di magistero a Padova).

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