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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Entro il 10 aprile di ogni anno, la lista completa veniva quindi inviata al
               Distretto militare, che da quel momento assumeva il compito di coordinare le suc-
               cessive fasi del reclutamento.
                    I Consigli di leva e le Commissioni mobili di leva costituivano l’anello ope-
               rativo più prossimo alle aspiranti reclute, compiendo un’analisi accurata e detta-
               gliata  di  ciascun  iscritto  residente  nel  capoluogo  di  provincia.  Questi  organi,
               composti da f gure autorevoli quali il Commissario di leva, un uf  ciale in servizio
               permanente ef ettivo (s.p.e.), e un uf  ciale medico, erano chiamati a valutare per-
               sonalmente le condizioni e l’idoneità di ogni giovane alla vita militare. La parte-
               cipazione consultiva del sindaco e di un uf  ciale dei carabinieri conferiva ulterio-
               re legittimità alle sedute del Consiglio di leva. A completare le Commissioni vi era
               un impiegato civile dell’uf  cio provinciale di leva ed un fotografo, incaricato di
               ritrarre fotograf camente gli inscritti giudicati abili ed arruolati.
                    Gli  uf  ci  provinciali  di  leva  erano  organi  del  Consiglio  di  leva,  retti  da
               Commissari (che dipendevano dal Ministero) che avevano attribuzione di carat-
               tere  eminentemente  amministrativo  (gestione  fondi,  materiali,  tenuta  archivi,
               rilascio documenti, ecc.).
                    Gli uf  ciali delegati presso i Consigli e le Commissioni mobili, con le loro
               attività e competenze, quindi, operavano come ponte vitale tra gli organi di reclu-
               tamento e le istanze centrali del comando militare, contribuendo alla raccolta e
               alla trasmissione dei dati fondamentali per l’impianto delle matricole.
                    I Distretti Militari, in qualità di destinatari del lavoro svolto dai Consigli e
               dalle Commissioni mobili, ricevevano le informazioni relative agli iscritti giudi-
               cati idonei, indispensabili per la creazione dei “ruoli matricolari”. Questi docu-
               menti costituivano il cuore pulsante della matricola dell’Esercito, rappresentan-
               do  un’istantanea  precisa  e  dettagliata  dei  nuovi  arruolati.  Con  l’emanazione
               dell’ordine di leva da parte del Ministero, i Consigli provinciali di leva assumeva-
               no il controllo delle operazioni, elaborando il calendario delle sedute e coordi-
               nando l’esame personale degli iscritti. Mediante uno speciale precetto inviato ai
               Comuni, veniva f ssato il giorno e il luogo per la presentazione dei giovani dinan-
               zi ai Consigli o alle Commissioni mobili di leva. Durante queste giornate cruciali,
               si svolgeva un’analisi scrupolosa degli aspiranti reclute, secondo le disposizioni
               normative e le direttive ministeriali in vigore. nei giorni stabiliti, si procedeva
               all’esame personale degli inscritti, Comune per Comune, in base a precise dispo-
                                                                  57
               sizioni stabilite dal T.u. delle Leggi sul Reclutamento , dai vigenti Elenchi A e B

               57  Regio Decreto 8 settembre 1932, n. 1332 - Approvazione del testo unico delle leggi sul recluta-
                   mento del Regio esercito

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