Page 208 - Rassegna 2024-4 supplemento
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sentire la persona af aticata e stanca, per altro verso, salvaguarda l’amor proprio
ed il proprio senso di autoef cacia, può of rire all’individuo la possibilità di
sfruttare la sua consapevolezza al f ne di trovare una soluzione più ef cace per
migliorarsi e rispondere proattivamente a quelle sollecitazioni, provando, per
esempio, ad allenarsi di più o sperimentare altre risorse o altre possibili soluzio-
ni.
ovvero, poteva consentire a quel soggetto di consapevolizzare che il tempo
utile al recupero delle proprie capacità operative, non era da considerarsi come
una perdita di tempo, ma come un elemento necessario per rispondere alle solle-
citazioni future con maggior sicurezza e rinnovata energia.
Per questo motivo, era importante promuovere la cognizione delle proprie
potenzialità attraverso strategie di empowerment, raf orzando l’autostima, il senso
di autoef cacia e l’autodeterminazione. Sollecitare un pensiero rif essivo consen-
tiva ai cadetti una maggiore consapevolezza del proprio percorso formativo e dei
cambiamenti in atto. La relazione f duciaria instaurata tra uf ciale psicologo e
cadetto permetteva di raggiungere obiettivi condivisi e traguardi intermedi tra
aspetti istituzionali e personali.
Al termine del colloquio, veniva of erto un feedback formativo per aiutare
il cadetto a comprendere meglio le proprie aree di forza e quelle su cui lavorare.
Parallelamente alle attività individuali, venivano svolte anche attività di
gruppo. Il colloquio di gruppo of riva uno spazio psicologico per permettere ai
plotoni di confrontarsi e esprimere opinioni su situazioni accademiche comuni.
I temi af rontati spaziavano dallo stile di comando adottata dalla scala gerarchica
alla strutturazione del Crest di corso e ai simboli distintivi del plotone.
un esempio signif cativo dei colloqui di gruppo riguardava la gestione di un
momento di lutto per la perdita di un collega. L’evento viene riportato voluta-
mente in forma semplif cata, e per certi versi travisata, per motivi di riservatezza
e di rispetto delle persone coinvolte. D’altronde non è quello sul quale interessa
sof ermarsi, quanto l’apprendimento e la comprensione delle dinamiche psicolo-
giche che vengono fuori dall’elaborazione dell’intero evento.
La vicenda aveva toccato la sensibilità di tutti i cadetti e scosso nel più pro-
fondo dell’animo i commilitoni più vicini, ma non meno signif cativamente,
anche quelli un po’ più distanti emotivamente. Gli uf ciali psicologi of rirono, ai
singoli plotoni, del primo e del secondo anno accademico, uno spazio di “condi-
visione” dello stato emotivo che ognuno stava vivendo. Durante gli incontri, le
dinamiche emotive erano complesse, con posizioni dif erenti su come af rontare
il lutto. Tuttavia, l’andamento dell’elaborazione della perdita per ogni plotone fu
quasi simile e, per certi versi, sovrapponibile.
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