Page 200 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  ogni attività esperienziale era caratterizzata da un obiettivo da raggiungere
             in gruppo, regole da seguire in fase di condotta e un tempo entro cui raggiungere
             l’obiettivo pref ssato. Il valore aggiunto di questa metodologia esperienziale era
             l’uso  del  debriefing,  proposto  a  conclusione  di  ogni  attività  di  formazione.  Il
             debrief ng permetteva l’esame retrospettivo delle condotte e dei ragionamenti del
             gruppo, con l’analisi del contributo personale di ciascun membro. nel contesto
             del debriefing, il formatore, ovvero l’uf  ciale psicologo, si proponeva come faci-
             litatore per stimolare i partecipanti alla rif essione analitica sulle attività appena
             svolte.
                  Durante il debriefing, il formatore incoraggia i partecipanti a esprimere le
             proprie rif essioni e a confrontarsi liberamente, stimolando un dialogo costrutti-
             vo. Si tratta di un processo formativo che aiuta i partecipanti a rif ettere sulle loro
             esperienze per ricavarne importanti insegnamenti. Il processo si articola in tre
             fasi: descrizione, analisi e applicazione. nella descrizione, i partecipanti rif ettono
             sull’esperienza appena trascorsa, condividendo quanto è accaduto e le emozioni
             provate. nell’analisi, si esaminano le esperienze individuali, esplorando paralleli-
             smi con situazioni reali e professionali. nell’applicazione, i partecipanti indivi-
             duano comportamenti da adottare nella vita quotidiana, basandosi sugli insegna-
             menti tratti dall’esperienza.
                  La logica del debriefing era potenziare la capacità di osservazione critica e di
             analisi retrospettiva del proprio comportamento e del modo di agire nel gruppo.
             Il debrief ng forniva una griglia di decodif cazione, uno schema di lettura delle
             attività esperienziali, di comprensione delle condotte del gruppo e dei singoli par-
             tecipanti,  nonché  dei  risultati  conseguiti.  A  conclusione  della  performance,  il
             debrief ng prevedeva un circle time come prima attività di analisi per rif ettere sul
             proprio stato d’animo e sulle emozioni sperimentate durante l’attività. Le emo-
             zioni andavano dall’euforia, se il gruppo aveva raggiunto l’obiettivo, alla delusio-
             ne e allo sconforto se non lo aveva raggiunto.
                  osservare le proprie emozioni era un aspetto di comprensione importante
             of erto al gruppo attraverso il debriefing.
                  La progressiva acquisizione del debrief ng of riva anche un modello positi-
             vo di lavoro psicologico, propedeutico a costruire una cultura psicologica funzio-
             nale al servizio dell’Istituzione. Questa tecnica forniva un modello di psicologia
             diverso da quello comune nell’immaginario collettivo, secondo il quale la psico-
             logia serve a curare chi non ci sta con la testa.
                  Il passo successivo era la ricostruzione retrospettiva delle condotte del grup-
             po, analizzando i vari passaggi che avevano caratterizzato l’attività.



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