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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Era cruciale sviluppare nei frequentatori dei vari corsi addestrativi compe-
               tenze psicologiche tese a far fronte, in modo proattivo, alle potenziali condizioni
               di particolare stress cui i carabinieri vanno incontro nei diversi contesti sociali e
               situazioni operative.
                    Pertanto, l’elemento concettuale di particolare importanza, dato che le aree
               di intervento del CePAF fondamentalmente erano la formazione e la prevenzio-
               ne, era far familiarizzare gli allievi con un modello di intervento psicologico non
               medicalizzato e privo di aspetti clinici. Era decisivo proporre un intervento psico-
               logico “positivo”, lontano da aspetti di sostegno dal vago presupposto curativo,
               da adottare su presunte lacune dei militari o su supposte patologie psicologiche
               insorte dopo il loro arruolamento. nella letteratura specialistica non è raro legge-
               re che molte disfunzioni individuali sono inf uenzate dal contesto in cui l’indivi-
               duo vive e si relaziona con gli altri membri del sistema.
                    Questo approccio teorico-pratico rappresentava uno dei cardini dell’intero
               dispositivo  formativo  del  Centro  di  Psicologia  Applicata  per  la  Formazione,
               orientato allo sviluppo di competenze psicologiche da accrescere e potenziare in
               ambito  addestrativo,  piuttosto  che  sull’intervento  volto  a  colmare  eventuali
               “lacune” psicologiche. Tra queste competenze, per esempio, una di quelle ritenu-
               ta più signif cativa era la cosiddetta resilienza , def nita come capacità di af ron-
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               tare e superare le avversità della vita, da sviluppare in termini preventivi e di pro-
               f lassi psicologica, da conseguire in sede di formazione e potenziare in ambito ope-
               rativo. La chiave per creare una formazione che vada oltre la semplice trasmissio-
               ne di conoscenze e abilità risiede nella promozione di una «competenza» integra-
               ta. Questa competenza deve essere intesa come la capacità di utilizzare in modo
               ef  cace un insieme di conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e metodolo-
               giche. Solo in questo modo la formazione può incidere profondamente sulla cul-
               tura, sugli atteggiamenti e sui comportamenti degli individui, trasformandosi in
               un patrimonio duraturo e prezioso per la persona. Tale competenza non si limita
               ad applicarsi a situazioni specif che di lavoro o studio, ma permea lo sviluppo pro-
               fessionale e personale, contribuendo alla crescita integrale dell’individuo.
                    L’idea di fondo, quindi, non era fornire generiche informazioni tese a curare
               disagi psicologici, ma sviluppare competenze psicologiche per far fronte a stress
               crescenti, seguendo il principio per il quale così come ci si addestra f sicamente per


               193 Resilienza s. f. [der. di resiliente]. - 1. nella tecnologia dei materiali, la resistenza a rottura per sol-
                   lecitazione dinamica, determinata con apposita prova d’urto: prova di r.; valore di r., il cui inver-
                   so è l’indice di fragilità. 2. nella tecnologia dei f lati e dei tessuti, l’attitudine di questi a ripren-
                   dere, dopo una deformazione, l’aspetto originale. 3. In psicologia, la capacità di reagire di fronte
                   a traumi, dif  coltà, ecc. (Resilienza, s.d.)

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