Page 273 - Rassegna 2024-2
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PRIORITÀ CONDIVISE E SOLUZIONI APERTE: RECENTI SVILUPPI NEL MOSAICO DI STRUMENTI
                      INTERNAZIONALI CONTRO LA CIRCOLAZIONE ILLECITA DEI BENI CULTURALI




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               tati all’adozione di strumenti di soft law . Così è stato per il fondamentale tema
               del titolo che lo Stato ha sui beni culturali non ancora scoperti. Su tale argo-
               mento l’Unidroit, in collaborazione con l’UNESCO, ha predisposto nel 2012
               un modello normativo, che si offre agli Stati senza essere concepito quale accor-
               do  suscettibile  di  ratifica .  Una  ulteriore  questione  attualmente  allo  studio
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               riguarda gli “oggetti orfani”. Si tratta di oggetti su cui deve concentrarsi l’atten-
               zione degli operatori del settore in quanto la loro provenienza è, in tutto o in
               parte, non identificabile o non documentata; la loro esatta definizione è estre-
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               mamente complessa .
                    L’orientamento all’adozione di modelli giuridici non vincolanti non riguar-
               da solo gli aspetti di diritto privato uniforme. Per incrementare l’efficacia della
               Convenzione  UNESCO  del  1970,  gli  Stati  parti  della  Convenzione  hanno
               avviato nel 2019 la predisposizione di Model provisions, che dovrebbero essere
               adottate nella loro formulazione definitiva nel 2025.
                    Le  Model  provisions sono state dichiaratamente concepite perché la
               Convenzione UNESCO del 1970 è la pietra miliare di un ordine culturale inter-
               nazionale, in quanto ha posto la lotta al traffico illecito, la prevenzione del sac-
               cheggio e la restituzione dei beni culturali allo Stato d’origine al centro dell’agenda

               36   Anche l’UNESCO ha adottato atti non vincolanti su questi argomenti, la Convenzione del
                    1970, come spesso accade nelle organizzazioni internazionali, è stata preceduta dall’adozione
                    di una raccomandazione nel 1964. Il ricorso al soft law in questa materia non è limitato alle
                    iniziative dell’Unidroit, che tuttavia sono di centrale importanza. Si ricordano in particolare
                    le regole di condotta adottate nel 1999 dall’UNESCO sotto la denominazione International
                    Code of  Ethics for Dealers in Cultural Property. Tali regole sono proposte direttamente agli ope-
                    ratori, che sono incoraggiati ad adottarle volontariamente, allo scopo di orientare chiaramen-
                    te e rendere evidente la loro scelta di comportamento, Il Codice è stato adottato prima, nel
                    gennaio 1999, dal Comitato UNESCO per la restituzione dei beni culturali e poi, nel novem-
                    bre dello stesso anno, dalla 30° Conferenza generale dell’Organizzazione. Nel 2021 se ne è
                    proposto l’emendamento per aggiornarlo alle nuove sfide, ivi incluse le vendite online (i lavo-
                    ri sono ancora in corso, v. Subsidiary Committee of the Meeting of States Parties to the
                    UNESCO  Convention  on  the  Means  of  Prohibiting  and  Preventing  the  Illicit  Import,
                    Export and Transfer of Ownership of Cultural Property, Ninth Session, 27-28 maggio 2021,
                    Proposed revision of  the International Code of  Ethics for Dealers in Cultural Property, UNESCO Doc.
                    C70/21/9.SC/9, https://unesdoc.unesco.org/, ultima consultazione 7 maggio 2024.)
               37   Cfr. UNESCO/Unidroit, Model Provisions on State Ownership of  Undiscovered Cultural Objects,
                    https://www.unidroit.org/,  ultima  consultazione  7  maggio  2024;  v.  in  merito  Patty
                    Gerstenblith, Recognising State Ownership of  Archaeological Artifacts: the UNIDROIT Convention
                    and Model Provisions, in UNIDROIT, 25 Years later cit., pp. 118-131.
               38   Dopo due riunioni di un gruppo di esperti designato, nell’ambito dell’argomento delle col-
                    lezioni private, a studiare specificamente la questione degli “oggetti orfani” (v. UNIDROIT,
                    Private Art Collections - Orphan Objects, Exploratory Expert Group 2nd meeting, 29-30
                    marzo 2023, Summary Report, S70B/Orphan objects/EEG/Doc. 4, e il precedente summary
                    report del sotto-gruppo sulle definizioni relativo alla riunione del 3 marzo 2022,
                    S70B/Orphan objects/EEG/Doc. 3), la prima riunione del gruppo di lavoro sugli “oggetti
                    orfani” è stata programmata per il 2 e 3 maggio 2024 (v. https://www.unidroit.org/, ultima
                    consultazione 7 maggio 2024).

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