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PRIORITÀ CONDIVISE E SOLUZIONI APERTE: RECENTI SVILUPPI NEL MOSAICO DI STRUMENTI
INTERNAZIONALI CONTRO LA CIRCOLAZIONE ILLECITA DEI BENI CULTURALI
i presupposti, o in quanto sarebbe troppo oneroso conformarvisi per un nume-
ro congruente di soggetti, o in quanto manca una sufficiente convergenza di
interessi. Va a tal proposito rilevato che il quadro delle aspettative e degli inte-
ressi in gioco nel vasto settore delle richieste internazionali di restituzione di
beni culturali è ben più vasto rispetto al già molto complesso intreccio di que-
stioni sottese al contrasto della circolazione internazionale qualificabile come
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illecita, o semplicemente illegale .
Più che ragionevoli argomenti sono avanzati per sostanziare richieste di
ritorno di beni culturali mobili de-localizzati in passato, in particolare durante
il periodo coloniale, in modi non necessariamente all’epoca illeciti o illegali, ma
che possono comportare oggi situazioni contrarie all’attuale assetto del diritto
internazionale dei diritti umani, o semplicemente situazioni di disagio non
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ancora compiutamente affrontate dal diritto . Numerose risoluzioni dell’as-
semblea generale delle Nazioni Unite hanno da tempo affrontato l’argomento
del rientro dei beni culturali de-localizzati in epoca coloniale; sono rimaste a
lungo per lo più inascoltate, anche se si inizia recentemente a cogliere qualche
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interessante segno di cambiamento nell’atteggiamento della prassi . Ci si rife-
risce, in particolare, alla legge del 3 luglio 2022 per il riconoscimento dell’alie-
nabilità dei beni legati al passato coloniale dello Stato belga e per la definizione
di un quadro giuridico per la loro restituzione, che pone il Belgio all’avanguar-
dia nelle restituzioni internazionali delle collezioni coloniali, essendo il primo
Paese al mondo con un quadro legislativo che consente la restituzione su larga
scala delle collezioni coloniali, sebbene la nuova legislazione mantenga un
campo di applicazione piuttosto ristretto (solo oggetti culturali provenienti
dalle ex colonie belghe, e non archivi o resti umani) ed escluda le comunità
locali all’interno dello Stato di origine dal coinvolgimento nei procedimenti di
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restituzione .
40 Sulla distinzione tra circolazione internazionale illecita e illegale o illegittima v. Marcilio
Toscano Franca, Article 3 of the 1970 UNESCO Convention: Definition of ‘Illicit’, in Ana Filipa
Vrdoljak, Andrzej Jakubowski, Alessandro Chechi (edited by), op. cit., pp. 78-92. Riguardo
alla circolazione illecita, va ricordato che tra i recenti strumenti di diritto - stavolta penale -
uniforme si annovera l’importante Convenzione di Nicosia del 2017 (v. in merito Jérôme
Fromageau, La Convention du Conseil de l’Europe sur les infractions visant les biens culturels
(Convention de Nicosie), in Unidroit, 25 Years later cit., pp. 205-213.
41 Per un’analisi e un inquadramento di queste rivendicazioni nel sistema giuridico internazio-
nale v. Ana Filipa Vrdoljak, International Law, Museums and the Return of Cultural Objects,
Cambridge, 2006.
42 V. in merito Andrea Caligiuri, Legal aspects concerning the restitution of cultural property removed
during colonial occupation, in QIL, Zoom-out, 2024, pp. 47-61, http://www.qil-qdi.org/, ultima
consultazione 7 maggio 2024.
43 V. Marie-Sophie de Clippele, Bert Demarsin, Pioneering Belgium: Parliamentary Legislation on the
Restitution of Colonial Collections, in Santander Art and Culture Law Review, 2022, pp. 323-334.
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