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INSERTO




                  Se si considera che invece la Convenzione UNESCO del 1970 sulla circo-
             lazione illecita dei beni culturali mobili è stata ratificata nel 1983 dagli Stati Uniti
             e che essa è in parte applicabile alla fuoriuscita di beni culturali da territori occu-
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             pati , l’impressione che se ne ricava è che il vero ostacolo alla ratifica del I
             Protocollo  del  1954  sia  la  sua  formulazione  “forte”  per  quanto  riguarda  gli
             obblighi di restituzione a carico degli Stati .
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                  Le obiezioni che erano state espresse rispetto ad alcuni specifici aspetti
             della redazione (l’impiego del termine “esportazione”, che si riteneva generasse
             confusione, in quanto non definito) e della regolamentazione sostanziale (in
             particolare  l’obbligo  dello  Stato  occupante  di  indennizzare  i  possessori  in
             buona fede che detengono i beni culturali esportati dal territorio occupato, la
             cui attuazione si riteneva troppo onerosa e complessa per il diritto statunitense
             e  di  altri  Stati)  potevano,  infatti,  essere  superate  dichiarando  di  escludere  la
             sezione  I,  come  proposto  nella  lettera  di  trasmissione  al  Congresso  del
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             Presidente Clinton nel 1999 .
                  Si sarebbero così limitati gli obblighi sottoscritti a una disposizione di tre
             righe, che tuttavia è particolarmente chiara riguardo al fatto che i beni culturali
             provenienti da una delle Parti contraenti e da essa depositati nel territorio di
             un’altra Parte allo scopo di proteggerli dai pericoli del conflitto armato shall be
             returned alla fine delle ostilità .
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             9    In particolare v. artt. 11 ss. Per un’analisi dei rapporti tra le due convenzioni e gli strumenti
                  ad esse connessi v. Kevin Chamberlain, Laura Pineschi, The 1970 UNESCO and 1995
                  UNIDROIT  Conventions  and  the  1954  Hague  Convention  and  Its  Protocols,  in  Ana  Filipa
                  Vrdoljak, Andrzej Jakubowski, Alessandro Chechi (edited by), The 1970 UNESCO and
                  1995 UNIDROIT Conventions on Stolen or Illegally Tranferred Cultural Property, Oxford, 2024,
                  pp. 727-748.
             10   Peraltro, va rilevato che tale obbligo può non essere sufficiente a produrre direttamente il
                  risultato della restituzione. Tra gli Stati che ospitavano i principali mercati d’arte ed antichità,
                  i Paesi Bassi sono l’unico ad avere ratificato sia la Convenzione che il I Protocollo già nel
                  1958, dimostrando, però, nel caso giurisprudenziale Greek Orthodox Church of  Cyprus v. Lans,
                  Rotterdam Civil Court, 4 febbraio 1999 di adottare un’interpretazione restrittiva degli obbli-
                  ghi sanciti da tali strumenti convenzionali (v. in merito Francesco Francioni, La protezione
                  internazionale dei beni culturali: un diritto consuetudinario in formazione?, in Paolo Benvenuti, Rosario
                  Sapienza (a cura di), La tutela internazionale dei beni culturali nei conflitti armati, Milano, 2007, pp.
                  3-33.)
             11   Per una ricostruzione della posizione statunitense durante il negoziato e poi nel periodo suc-
                  cessivo, v. Chip Colwell-Chanthaphonh, John Piper, War and Cultural Property: the 1954 Hague
                  Convention and the Status of  U.S. Ratification, in International Journal of  Cultural Property, 2001, pp.
                  217-245.
             12   Cfr. sezione II, par. 5 del I Protocollo aggiuntivo alla Convenzione de L’Aja del 1954. In
                  alcune specifiche circostanze potrebbe esistere il sospetto che il ritorno dei beni alla fine delle
                  ostilità metta in serio pericolo i beni stessi e che il modo migliore di proteggerli sia conser-
                  varli  altrove  (cfr.  Kate  Fitz  Gibbon,  Can  Taliban  be  Trusted  to  Preserve  Afghan  Heritage?,  in
                  Cultural Property News, 21 aprile 2023, https://culturalpropertynews.org/, ultima consultazione
                  7 maggio 2024). Va in proposito rilevato che la sezione II del Protocollo del 1954 riguarda

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