Page 263 - Rassegna 2024-2
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PRIORITÀ CONDIVISE E SOLUZIONI APERTE: RECENTI SVILUPPI NEL MOSAICO DI STRUMENTI
                      INTERNAZIONALI CONTRO LA CIRCOLAZIONE ILLECITA DEI BENI CULTURALI




               porare tale argomento dal testo della Convenzione, dedicando ad esso un I
               Protocollo  aggiuntivo,  ciò  per  favorire  la  ratifica  più  ampia  possibile  della
               Convenzione, poiché alcuni Stati avevano espresso difficoltà ad aderire al testo
               del trattato, qualora vi fosse stato incluso tale obbligo, tant’è che ancora oggi lo
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               stato delle ratifiche del I Protocollo non è pari a quello della Convenzione .
                    Ciò indica chiaramente che tra i due nuclei di obblighi fondamentali per la
               protezione del patrimonio culturale nei conflitti armati - divieto di attacco o dan-
               neggiamento, fatta salva la necessità militare, e divieto di sequestro e saccheggio
               dei beni culturali mobili completato dall’obbligo di restituzione - il secondo era
               quello su cui vi era più difficoltà a convergere . Tra gli Stati che hanno ratificato
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               la Convenzione ma non il suo I Protocollo aggiuntivo figurano anche gli Stati
               Uniti d’America, mentre il Regno Unito nel 2017 ha ratificato entrambi gli stru-
               menti, più di sessant’anni dopo la loro conclusione . Il I Protocollo era stato tra-
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               smesso nel 1999, insieme alla Convenzione, dal Presidente degli Stati Uniti al
               Congresso in vista della ratifica - seppure esprimendo il parere che al momento
               dell’accessione si dovesse dichiarare di non essere vincolati dalla sezione I -, ma
               infine la sola Convenzione, nel 2009, è stata ratificata .
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               5    Al 7 maggio 2024, la Convenzione conta 135 Stati contraenti e il suo I Protocollo aggiuntivo
                    112 (https://www.unesco.org/).
               6    Non è certo qui possibile analizzare i limiti del diritto consuetudinario in questa materia; si
                    evidenzia soltanto che, per quanto riguarda la protezione dei beni culturali mobili durante i
                    conflitti armati, quantomeno il divieto di sequestro e saccheggio veniva già codificato nelle
                    Convenzioni de L’Aja del 1899 e 1907, quindi è possibile sostenere che esso già preesistesse
                    nel diritto generale non scritto (v. Manlio Frigo, Restitution of  Cultural Property and Decolonization
                    of  Museums. Issues of  Consistency Between Fulfilment of  Legal Obligations, Ethical Principles and Identity
                    Links, in Laura Pineschi (edited by), Cultural Heritage, Sustainable Development and Human Rights,
                    London/New York, 2024, pp. 175-192, e pp. 188-189). Tuttavia le violazioni persistono, e
                    anche la prassi contemporanea registra fatti preoccupanti (in merito a quanto sta accadendo
                    ai  beni  culturali  mobili  durante  il  conflitto  in  Ucraina  v.  Evelien  Campfens,  Andrzej
                    Jakubowski, Kristin Hausler, Elke Selter, Research for CULT Committee - Protecting cultural heritage
                    from armed conflicts in Ukraine and beyond, European Parliament, Policy Department for Structural and
                    Cohesion Policies, Brussels, 2023, p. 19 a pp. 95-96, https://www.europarl.europa.eu/, ultima
                    consultazione 7 maggio 2024).
               7    In  merito  alla  ratifica  britannica  v.  Agnieszka  Jachec-Neale,  UK’s  Cultural  Property  (Armed
                    Conflicts) Act 2017 - Legislation 60 Years in Making, in Santander Art and Culture Law Review, 2017,
                    pp. 215-236.
               8    Il motivo della mancata firma - all’epoca - del I Protocollo da parte degli USA, e poi della
                    proposta di accessione condizionata alla dichiarazione eccettuativa della sezione I era da con-
                    nettersi  ad  alcuni  aspetti  del  testo,  qui  di  seguito  commentati  (v.  W.J.  Clinton,  Letter  of
                    Transmittal, January, 6, 1999, in 106th Congress - 1st Session, Senate, Treaty Doc. 1999 106-
                    1, https://www.congress.gov/, ultima consultazione 7 maggio 2024). Tali aspetti in effetti
                    rappresentano soltanto una esigua traccia di ciò che, sulla base del contributo di contenuti
                    apportato dall’Unidroit all’epoca del negoziato, si era pensato potesse essere incluso nel testo
                    del  I  Protocollo  (in  merito  v.  Giuditta  Giardini,  The  Principle  of   International  Restitution  of
                    Cultural Property, in the 1954 Hague Convention: the UNIDROIT Contribution, in Uniform Law
                    Review, 2018, pp. 42-809).

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