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INSERTO
L’indagine continuerà con un focus sulle norme tipizzate e sui diversi tipi
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di responsabilità - si pensi alla responsabilità del singolo, ma anche a quella
d’impresa - per arrivare a cercare di dare una risposta alle aggressioni e a quei
gesti inspiegabili che si registrano sempre più spesso soprattutto ai danni delle
opere d’arte sollevando, in questo preciso ambito, richieste di pene più severe.
2. Alla base delle aggressioni
La storia passata e quella attuale dimostrano che l’instabilità sociopolitica,
le guerre e i disordini spesso costituiscono il preludio di saccheggi e furti indi-
scriminati in quanto, questi ultimi, oltre che espressioni di opposizione al regi-
me rappresentano da sempre una delle modalità di arricchimento e sostenta-
mento delle rivolte. In particolare, lo scontro bellico ha sempre portato con sé
la violazione dei beni culturali, ecco perché all’indomani dei conflitti si registra-
no diversi tentativi di tutela in questo specifico ambito. Solo per fare un esem-
pio si possono ricordare la Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di
conflitto armato, il Primo Protocollo Aja nel 1954, il Protocollo Aggiuntivo del 1977, a
seguire la Convenzione di Ginevra e il Secondo Protocollo, nel 1999, ecc.
Purtuttavia, anche il terrorismo si è avvalso, e si avvale, delle aggressioni
ai beni culturali quali fonti di finanziamento. Da anni oggetto di analisi dottri-
nali, considerata la sua estrema complessità e la varietà delle attività criminose
attraverso cui si estrinseca, il terrorismo non esaurisce la sua portata su un
unico territorio, legandosi a fattori meramente locali, ma amplia la sua area ope-
rativa acquisendo una rilevanza internazionale e infittendo la già vasta maglia di
collegamenti che lo contraddistingue. È quindi ormai certo che la distruzione
dei luoghi d’arte e cultura nasconde, e non più tanto celatamente, il trafugamen-
to dei beni e la successiva messa in vendita dei reperti, spesso per patrocinare
diverse azioni criminali.
2 Francesco Diamanti, Diritto penale e beni culturali. Spunti (non solo) di politica criminale, in Tutela e valo-
rizzazione del patrimonio culturale. Realtà territoriale e contesto giuridico globale, a cura di M. C. Fregni,
M. Gestri, M. Santini, Giappichelli, Torino, 2021; Ferrando Mantovani, Lineamenti della tutela
penale del patrimonio artistico, in Riv. it. dir. proc. pen., 1976, p. 55; Gian Paolo Demuro, Beni culturali
e tecniche di tutela penale, Milano, 2002; Adelmo Manna (a cura di), Il codice dei beni culturali e del pae-
saggio. Gli illeciti penali, Giuffrè, Milano, 2005; Anna Maria Maugeri, La tutela dei beni culturali nel
diritto internazionale penale. Crimini di guerra e crimini contro l’umanità, Giuffrè, Milano, 2008; Vittorio
Manes, La tutela penale, in Diritto e gestione dei beni culturali, (a cura di) C. Barbati, M. Cammelli, G.
Sciullo, Il Mulino, Bologna, 2011, p. 289; Gian Paolo Demuro, I delitti contro il patrimonio culturale
nel codice penale: prime riflessioni sul nuovo titolo VIII-bis, in Sist. pen., 2022, p. 9; Antonella Massaro,
Diritto penale e beni culturali: aporie e prospettive, in Patrimonio culturale. Profili giuridici e tecniche di tutela,
(a cura di) E. Battelli et al., Roma, 2017, p. 186; Elisabetta Mottese, La lotta contro il danneggia-
mento e il traffico illecito di beni culturali nel diritto internazionale. La Convenzione di Nicosia del Consiglio
d’Europa, Torino, 2020; Luca D’Agostino, Dalla “vittoria di Nicosia” alla “navetta” legislativa: i nuovi
orizzonti normativi nel contrasto ai traffici illeciti di beni culturali, in Riv. trim. dir. pen. cont., 2018, p. 81.
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