Page 117 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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ARMA COMBATTENTE.
I CARABINIERI REALI NELLA DIFESA DI ROMA
Uno dei punti di maggiore tensione tra i due schieramenti fu proprio il
caposaldo n. 5, a difesa del ponte della Magliana che avrebbe consentito un
movimento agevole ai reparti tedeschi da e per la città senza entrare nell’abitato.
Infatti, si doveva considerare anche che l’Esposizione 42 si trovava in una
fase di costruzione iniziale interrotta dallo scoppio del conflitto mondiale,
lasciando così intorno un panorama verdeggiante fatto di prati e di terreni a col-
tura, con pochissimi edifici.
Giunti in prossimità del caposaldo, i paracadutisti nemici agirono di sor-
presa attraverso la violazione della richiesta di parlamentare con i militari italia-
ni, catturando prima gli uomini che erano al posto di controllo prospiciente il
posto di blocco e quindi del posto di blocco stesso, posto nelle immediate vici-
nanze del ponte della Magliana attorno alle 21:15 dello stesso 8 settembre. Al
momento, i tedeschi si erano fermati proprio lì, temendo una reazione delle
armi dislocate nel comando del caposaldo vero e proprio (ubicato sulla collina
dell’Esposizione E.42) e di quelle poste nel caposaldo e sul ponte della
Magliana; nel frattempo approfittarono per ricevere rinforzi e irrobustire i
nuclei per un secondo assalto.
Attorno alle 22:00 il comando della Divisione fu informato che i tedeschi
avevano bloccato anche il tenente colonnello Ammassari, comandante del bat-
taglione mortai che si era recato anch’egli a parlamentare con i nemici per il rila-
scio sia dei soldati delle armi. Fu così emanato l’ordine che prevedeva il fuoco
delle batterie poste a difesa del caposaldo se entro dieci minuti i tedeschi non
avessero rilasciato i soldati catturati con l’inganno. E così, alle 22:10 i pezzi a
difesa del caposaldo n. 5 iniziarono a sparare. Dopo un momento di iniziale
sbandamento, i nemici risposero con tiri d’artiglieria, mentre un’altra autoco-
lonna investiva il caposaldo n. 6 posto nella zona delle Tre Fontane dopo che
avevano falsamente inviato alcuni militari a parlamentare con il comandante del
caposaldo poco prima di lanciare l’assalto. Tuttavia, nel caso del caposaldo n. 6,
la risposta fu immediata ed efficace riuscendo a contenere l’avanzata tedesca.
Anche i caposaldi n. 7 e 8 arroccati a difesa e con un sistema di campi minati
intorno bloccarono i tentativi tedeschi e li costrinsero a uno scontro acceso.
Dunque gli esiti più incerti e infausti legati ai combattimenti attorno al
caposaldo n. 5. Così fu inviato il battaglione in riserva divisionale che dal bosco
dell’abbazia delle Tre Fontane si mosse verso la riconquista delle postazioni per-
dute e lo sgombero di altre nelle quali si erano installati i tedeschi. L’azione del
II battaglione del 1° reggimento Granatieri raggiunge lo scopo poco dopo le
00:30 del 9 settembre: la situazione al caposaldo n. 5 è ripristinata.
Nel frattempo, un reparto della Polizia dell’Africa Italiana, la colonna agli
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