Page 114 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
Per quanto riguardava la capitale del regno d’Italia, le Forze Armate ave-
vano un compito importante, è stato ricordato in apertura, garantire la sicurez-
za delle principali installazioni e dei palazzi delle istituzioni. Per questo compito
l’Esercito schierava almeno otto divisioni italiane contro tre tedesche.
Il comandante responsabile della difesa di Roma era il generale Giacomo
Carboni che, dopo aver tentato inutilmente di seguire il Re e il Governo a
Pescara e da lì imbarcarsi per Brindisi, dovette tornare indietro e disporre lo
spostamento di alcuni reparti poiché “non era possibile difendere Roma” .
(12)
Il sistema difensivo italiano prevedeva una organizzazione su due cerchi. Il
a
cerchio esterno era composto da: 220 Divisione costiera posta sul litorale tra
Nettuno e Furbara, Divisione “Piacenza” dislocata tra Mostacciano e Velletri,
Divisione corazzata “Ariete II”, ricostituita ridenominando la Divisione corazza-
ta M già della MVSN attorno al lago di Bracciano, elementi della Divisione “Re”
attorno a Monterotondo, sede dello Stato Maggiore del Regio Esercito,
Divisione corazzata “Centauro” nella zona di Tivoli e a cavallo del fiume Aniene.
L’anello interno, invece, era formato dal Corpo d’Armata Motocorazzato
di Roma composto dalla Divisione motorizzata “Piave” tra Castelnuovo
di Porto e la Farnesina, dalla Divisione di fanteria “Sassari” e dalla “Granatieri
di Sardegna”, integrate dai reparti presenti nel presidio (Genova Cavalleria,
circa una ventina di battaglioni addestramento, i depositi reggimentali e le Forze
di Polizia - Carabinieri Reali, Regia Guardia di Finanza, Polizia dell’Africa
Italiana). Queste ultime potevano essere considerate pari ad una forza di circa
tredicimila militari: circa novemila Carabinieri in forza alla Divisione Carabinieri
Reali “Podgora”, su Legione Roma e Legione Lazio, oltre alla Legione Allievi,
circa 2.600 finanzieri, a cui si devono sommare circa 1.300 agenti PAI con carri
L e sedici autoblindo, un battaglione mobile di Pubblica Sicurezza militarizzata
il 10 agosto 1943 .
(13)
(12) Sull’atteggiamento tenuto da Carboni nella circostanza, numerosi fonti hanno espresso con-
siderazioni di tenore negativo. Il Carboni, all’indomani del secondo conflitto mondiale, pub-
blicò un libro di autodifesa, Giacomo Carboni, L’armistizio e la difesa di Roma. Verità e menzogne,
De Luigi, Roma 1945. L’esito nefasto di questa situazione è stato tenuto in conto con un
espresso intervento nel regolamento di disciplina militare approvato con d.P.R. 16 luglio
1986, n. 545 recante “approvazione del Regolamento di Disciplina Militare”); l’art. 13 preve-
deva un dovere specifico d’iniziativa “quando manchi di ordini e sia nell’impossibilità di chie-
derne o di riceverne o quando non possa eseguire per contingente situazione quelli ricevuti
quando siano chiaramente mutate le circostanze che avevano determinato gli ordini impartiti”,
ora in TUROM, art. 716 “Iniziativa”.
(13) Per una descrizione accurata dei reparti presenti in Roma oltre a Gioacchino Solinas, I Granatieri di
Sardegna nella difesa di Roma del settembre ’43. Venticinque anni dopo 8-9-10 settembre, Sassari, Gallizzi, 1968,
si rinvia anche a Centro Studi Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna (a cura di), op. cit., p. 93.
Alcuni stralci del volume di Solinas in “Per Aspera ad veritatem”, n. 27 ora disponibile online all’indi-
rizzo https://gnosis.aisi.gov.it/sito/Rivista27.nsf/servnavig/16, consultato il 1° agosto 2023.
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