Page 112 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 112
NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
Tuttavia, i giorni precedenti l’armistizio non furono utilizzati né dai vertici
militari né da quelli politici per organizzare una risposta efficace delle unità mili-
tari che pure ci sarebbe potuta essere . D’altro canto, le promesse degli Alleati
(6)
furono subito ridimensionate di fronte alla paura e alla incapacità dei vertici
politici di garantire la tenuta degli aeroporti intorno alla capitale che pure era
ancora possibile nei giorni più caldi di quel settembre 1943.
Così ricorda Churchill la posizione degli Alleati:
the American General Taylor, of the 82 Airborne Division, was sent to Rome on September 7. His
nd
secret mission was to arrange with the Italian General Staff for the airfields around the capital to be seized
during the night of the 9 . But the situation had radically changed since Castellano had asked for Allied pro-
th
tection. The German had powerful forces at hand, and appeared to be in possession of the airfields. The Italian
Army was demoralised and short of ammunition. Divided counsels seethed round Badoglio. Taylor demanded
to see him. Everything hung in the balance. The Italian leaders now feared that any announcements of the sur-
render, which had already been signed, would lead to the immediate German occupation of Rome and the end
of Badoglio Government. At two o’clock on the morning of September 8 General Taylor saw Badoglio, who,
since the airfields were lost, begged for delay in broadcasting the armistice terms. He had in fact already tele-
graphed to Algiers that the security of the Rome airfields could not be guaranteed. The air descent was therefore
cancelled .
(7)
Il momento, che sarebbe stato estremamente critico per qualsiasi Stato e
governo, lo divenne ancor più per l’indecisione e la mancata coordinazione tra il
Comando Supremo Alleato e il governo italiano nella comunicazione dell’armisti-
zio, aggravando maggiormente la posizione delle Forze Armate. La diffusione
della notizia, battuta dalla Reuters alle ore 17:45 dell’8 settembre 1943, colse
impreparato il governo e il politico-militare italiano, tanto che l’Ente Italiano per
le Audizioni Radiofoniche (EIAR) trasmise alle 19:45 il messaggio preregistrato
del primo ministro, maresciallo Badoglio, comunicava al Paese e alle Forze
Armate la firma dell’Armistizio attraverso un messaggio di difficile applicazione .
(8)
(6) Ivanoe Bonomi criticò aspramente l’errore che il nuovo governo italiano fece dichiarando che la
guerra sarebbe continuata, aggravandola con un’affermazione quanto meno bizzarra che la guerra
sarebbe continuata per fedeltà “alla parola data”, in uno dei momenti più complessi politicamente
della storia nazionale Ivanoe Bonomi, Diario di un anno (2 giugno 1943 - 4 giugno 1944), Milano,
Garzanti, 1947, p. IX riportato in Renato Perrone Capano, La resistenza in Roma cit., pp. 58-9.
(7) All’atto della stipula dell’armistizio, gli Alleati si erano impegnati ad inviare una divisione di
paracadutisti a Roma per mantenere la città libera dai tedeschi e congiungersi alle forze ita-
liane, ma la situazione precipitò, cfr. Churchill, Winston, The Second World War, London,
Cassell & Co., 1952, 6 voll., V vol., pp. 96-101.
(8) Furono emanate delle direttive, poco comprensibili e a dir poco intempestive che non giun-
sero in tempo ai comandi, o quei pochi che le ricevettero ebbero grossissimi problemi nel-
l’applicazione perché presi completamente alla sprovvista. Cfr., uno per tutti, Centro Studi
Associazione Nazionale Granatieri di Sardegna (a cura di), La difesa di Roma e i Granatieri di
Sardegna nel settembre 1943, Roma, Stato Maggiore dell’Esercito, 1993.
108

