Page 116 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 116
NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
La riserva divisionale era costituita dal II battaglione del 1° reggimento
Granatieri e si trovava nel bosco dell’Abbazia di Tre Fontane, in caso di inter-
vento sui caposaldi più a rischio (essenzialmente tra il 5 e l’8).
Il generale Argiolas nel suo volume dedicato a quei giorni precisa anche
che più che caposaldi si doveva parla di sbarramenti stradali.
La differenza è netta: mentre i caposaldi sono organizzati a perimetro
chiuso con la possibilità di esercitare un’azione di fuoco a 360°, tali sbarramenti
stradali consentivano unicamente una proiezione delle armi in avanti, senza
poter organizzare il fuoco secondo un perimetro completo, garantito anche
dalla stesa di reticolati e di campi minati. Così gli sbarramenti stradali che egli vide
inizialmente erano dei posti di blocco, con pochi lavori difensivi potuti eseguire,
come muretti a secco, tronchi di alberi o altro materiale. Lo stesso Argiolas
parla di una “sistemazione «simbolicamente difensiva»” che portò a una rapida
riorganizzazione del sistema difensivo dei caposaldi secondo le indicazioni che
il generale diede, migliorando sensibilmente la situazione .
(14)
4. I paracadutisti tedeschi e la reazione italiana
a
I tedeschi avevano a disposizione la 3 divisione corazzata stanziata nella
a
provincia di Viterbo e la 2 divisione paracadutisti nella zona ad ovest-sudovest
di Roma, compresa tra Pratica di Mare ed Ostia e reparti di paracadutisti avio-
trasportati nella notte dalla Francia. Secondo le valutazioni del generale
Argiolas si trattava di circa dodicimila uomini armati e motivati . Dunque si
(15)
trattava di rapporti di forza che i comandi italiani avrebbero potuto gestire con
una visione d’insieme . In realtà, la 2 divisione paracadutisti del Generale
a
(16)
Heindrich, si mosse dalla zona tra Pratica di Mare ed Ostia, riuscendo a cattu-
rare o comunque rendere inoffensivi i reparti della Piacenza che pure avrebbe
potuto contrastare l’avvicinamento del nuovo nemico. Così i paracadutisti pote-
rono arrivare rapidamente in quella parte di Roma, compresa tra i quartieri della
Magliana e di Tor Sapienza, che era tenuta dalla Divisione “Granatieri di
Sardegna”, schierata a difesa della capitale nella zona Sud.
Anche il battaglione chimico che era a guardia di un importantissimo
deposito di carburanti in zona Mezzocammino nei pressi della via Ostiense, tra
il posto di blocco della “Piacenza” e quello della “Granatieri di Sardegna” fu
preso senza sparare un colpo o poco più.
(14) Gioacchino Solinas, I Granatieri di Sardegna cit., pp. 27-28.
(15) Ivi, p. 41.
(16) Una visione d’insieme di ciò che accadde a Roma in Rento Perrone Capano, La resistenza in Roma cit.
112

