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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943




                  La riserva divisionale era costituita dal II battaglione del 1° reggimento
             Granatieri e si trovava nel bosco dell’Abbazia di Tre Fontane, in caso di inter-
             vento sui caposaldi più a rischio (essenzialmente tra il 5 e l’8).
                  Il generale Argiolas nel suo volume dedicato a quei giorni precisa anche
             che più che caposaldi si doveva parla di sbarramenti stradali.
                  La  differenza  è  netta:  mentre  i  caposaldi  sono  organizzati  a  perimetro
             chiuso con la possibilità di esercitare un’azione di fuoco a 360°, tali sbarramenti
             stradali  consentivano  unicamente  una  proiezione  delle  armi  in  avanti,  senza
             poter  organizzare  il  fuoco  secondo  un  perimetro  completo,  garantito  anche
             dalla stesa di reticolati e di campi minati. Così gli sbarramenti stradali che egli vide
             inizialmente erano dei posti di blocco, con pochi lavori difensivi potuti eseguire,
             come muretti a secco, tronchi di alberi o altro materiale. Lo stesso Argiolas
             parla di una “sistemazione «simbolicamente difensiva»” che portò a una rapida
             riorganizzazione del sistema difensivo dei caposaldi secondo le indicazioni che
             il generale diede, migliorando sensibilmente la situazione .
                                                                    (14)


             4.  I paracadutisti tedeschi e la reazione italiana
                                                       a
                  I tedeschi avevano a disposizione la 3  divisione corazzata stanziata nella
                                      a
             provincia di Viterbo e la 2  divisione paracadutisti nella zona ad ovest-sudovest
             di Roma, compresa tra Pratica di Mare ed Ostia e reparti di paracadutisti avio-
             trasportati  nella  notte  dalla  Francia.  Secondo  le  valutazioni  del  generale
             Argiolas si trattava di circa dodicimila uomini armati e motivati . Dunque si
                                                                           (15)
             trattava di rapporti di forza che i comandi italiani avrebbero potuto gestire con
             una  visione  d’insieme .  In  realtà,  la  2  divisione  paracadutisti  del  Generale
                                                    a
                                  (16)
             Heindrich, si mosse dalla zona tra Pratica di Mare ed Ostia, riuscendo a cattu-
             rare o comunque rendere inoffensivi i reparti della Piacenza che pure avrebbe
             potuto contrastare l’avvicinamento del nuovo nemico. Così i paracadutisti pote-
             rono arrivare rapidamente in quella parte di Roma, compresa tra i quartieri della
             Magliana  e  di  Tor  Sapienza,  che  era  tenuta  dalla  Divisione  “Granatieri  di
             Sardegna”, schierata a difesa della capitale nella zona Sud.
                  Anche  il  battaglione  chimico  che  era  a  guardia  di  un  importantissimo
             deposito di carburanti in zona Mezzocammino nei pressi della via Ostiense, tra
             il posto di blocco della “Piacenza” e quello della “Granatieri di Sardegna” fu
             preso senza sparare un colpo o poco più.

             (14)  Gioacchino Solinas, I Granatieri di Sardegna cit., pp. 27-28.
             (15)  Ivi, p. 41.
             (16)  Una visione d’insieme di ciò che accadde a Roma in Rento Perrone Capano, La resistenza in Roma cit.

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